Alitalia tra risanamento e minaccia sanzioni UE

(Teleborsa) – Oggi, 20 febbraio, è il giorno del confronto tra il commissario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, e il direttore generale, Giancarlo Zeni, con i sindacati ai quali saranno illustrate le misure adottare con l’obiettivo di concorrere a fare tornare i conti della compagnia aerea. E’ noto che le rotte per Santiago del Cile e Seul saranno chiuse, mentre da giugno aprirà quella per San Francisco da Roma Fiumicino. Come pure che non saranno rinnovati gli onerosi contratti di leasing che vedranno uscire dalla flotta un Airbus 321 nel mese di marzo, due Airbus 330-200 in aprile e a giugno un Boeing 777-300Er.

La partita Alitalia si gioca su due campi diversi: quello strettamente legato al riassetto societario e alle strategie operative possibili e quello sul fronte europeo comunitario. E’ noto che il faccia a faccia tra il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli e la commissaria UE Margrethe Vestager, non ha chiarito se Bruxelles finirà per considerare aiuto di Stato l’ultimo finanziamento in ordine di tempo di 400 milioni di euro, concesso dal Governo Conte per consentire alla compagnia aerea di proseguire le attività e al commissario Giuseppe Leogrande di svolgere le azioni propedeutiche alla auspicata nuova fase.

La notizia relativa alla decisione assunta da Leogrande di cancellare i contratti di leasing delle auto assegnate ai dirigenti di Alitalia è apparsa più a beneficio di immagine. La sostanza, invece, è che si dovrà necessariamente aumentare il numero dei 1.020 lavoratori in cassa integrazione. Leogrande punta a rendere appetibile Alitalia per poterla rilanciare in un’ottica di partnership che tenderebbe a privilegiare Delta Airlines. Sempre che non arrivino le temute contestazioni dalla UE, al punto da smontare il castello in corso d’opera.

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Alitalia tra risanamento e minaccia sanzioni UE