Alitalia, si defilano i papabili acquirenti. UE disponibile al prestito ponte

(Teleborsa) – Via libera con paletti dell’UE al prestito ponte per Alitalia, in attesa che si concretizzi la vendita della compagnia aerea commissariata, mentre il governo e l’opinione pubblica si esprimono ancora a sfavore di aiuti di Stato e nessun compratore si vede all’orizzonte, anche fra quelli che erano inseriti nella lista dei papabili.

Ieri, il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda aveva anticipato che c’è già il via libera di Bruxelles a condizione che si concretizzi la vendita al prestito ponte da 400 milioni, necessario per traghettare il vettore verso la vendita nel limite di 6 mesi (periodo del commissariamento). Un portavoce dell’UE, poi, ha ricordato stamattina che gli interventi di stato si stamattina che l’intervento di Stato è ammesso “a condizioni di mercato”.

A0iuti o non aiuti, prestito o non prestito, il problema più grave per ora è la possibilità di vendere la compagnia aerea, anche con prezzi stracciati rispetto al suo antico e potenziale valore. Quelli che erano considerati i papabili si sono deflitati, a partire da Lufthansa, che nei mesi scorsi aveva intrattenuto trattative concrete con il management di Alitalia. Poi, è venuto il turno di Intesa Sanpaolo, già azionista, che ha smentito i rumors relativi ad un ipotetico Piano B sotto la regia della banca.

E alla fine si è tolto d’impaccio anche il numero uno del Gruppo FS Italiane, Renato Mazzoncini, che oggi ha risposto categorico ad una domanda su un coinvolgimento delle ferrovie in Alitalia, affermando “Sì, escludo un coinvolgimento”. “Non abbiamo la forza di fare tutto. FS è impegnata in un gigantesco piano industriale”, ha aggiunto poi il manager ricordando anche lo sforzo per integrare Anas.

Il governo italiano ha già chiaramente escluso che possano essere impiegati soldi pubblici per un altro salvataggio o per una nazionalizzazione, ma anche l’opinione pubblica è fortemente contraria a questa ipotesi: secondo un sondaggio di Index Research il 77% degli italiane è addirittura favorevole al fallimento.

E mentre i sindacati si interrogano su cosa è andato storto – la leader sindacale Anna maria Furlan ammette l’errore di aver affidato la sorte dell’accorso al referendum dei dipendenti Alitalia –  l’esecutivo attende l’assemblea di martedì prossimo, che formalizzerà il commissariamento della compagnia. Calenda intanto si prepara a mettere a punto tutte le misure necessarie a proteggere i clienti e dice di accogliere favorevolmente l’annuncio fatto dall’ex premier Renzi su una “proposta” alternativa per la comapgnia. 

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