Alitalia, ore decisive per il futuro della Newco

(Teleborsa) – Una rete dalle maglie sempre più strette, ma in qualche modo si chiede di ritagliare una soluzione che possa entrare anche da uno spazio sottile. Questa la metafora rimbalzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, dove Stefano Patuanelli, titolare del dicastero, ha convocato i tre commissari che dal 2 maggio 2017 gestiscono il presente di Alitalia con la prospettiva di contribuire a disegnarne il futuro.
Stefano Paleari e Enrico Laghi, i due della prima ora, e Daniele Discepolo, subentrato a Luigi Gubitosi il 6 dicembre 2018, hanno fatto il punto della situazione ripassando i parametri di un accordo che sembrava raggiunto appena una settimana fa e utile a formulare l’offerta vincolante entro il 15 ottobre. Cosa che allo stato non potrà avvenire senza una ricucitura e la forma volontà di tutte le parti in causa di definire impegni e garanzie per dare vita a un piano industriale convincente.
La liquidità residua di cassa è stimabile in 320 milioni, posto che, secondo quanto riferito ai sindacati dal commissario Paleari nell’incontro svoltosi lo scorso 18 settembre, a fine agosto la dotazione era di 360 milioni.
Il ricorso a un altro prestito, in aggiunta ai 900 milioni che hanno generato interessi per 150 con cui il ministero entrerebbe a fare parte della Newco con la quota del 15%, non potrebbe essere premessa all’effettivo rilancio della compagnia aerea, ma rappresenterebbe un ulteriore debito tale da rendere ancora più pesante la posizione finanziaria effettiva.
Il pallino passa nelle mani del Governo, mentre il resto della partita sul dossier Alitalia continua a giocarsi sul tavolo virtuale intorno a cui si chiederà a FS, Atlantia e Delta di tornare a sedersi per trovare la quadra.

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