Alitalia: ore 16 di lunedì 24 referendum chiuso e attesa del responso tra timori e paure

(Teleborsa) – Nel Referendun Alitalia in corso che ha superato il giro di boa di metà percorso serpeggia diffuso il timore che la consultazione si concluda con la prevalsa più che possibile dei NO. Ha già ben superato da ore il 50% complessivamente in tutte le sedi dove sono stati allestiti i seggi, tra cui le sei di Roma, la percentuale di chi ha già espresso la propria volontà se “salvare” l’azienda a frutto di “spese personali anche drastiche e irreversibili”, oppure che “accada quel accada e vada tutto allo sfascio”.

La paura fa 90, e per dare una mano a imprimere quell’inversione di marcia propria degli ultimi minuti degli incontri di calcio con l’inaspettato quanto atteso gol-vittoria nella cosiddetta “Zona Cesarini”, è intervenuto in persona il Premier Paolo Gentiloni. Appena rientrato dal veloce tour negli Stati Uniti e Canada e ora qui in Italia nelle vesti del Cristiano Ronaldo della situazione. “So bene che ai dipendenti vengono chiesti sacrifici, ma so che senza l’intesa sul nuovo piano industriale l’Alitalia non potrà sopravvivere e sento il dovere di ricordare a tutti la gravità della situazione in cui ci troviamo”, ha detto il Presidente del Consiglio con mascherato sconforto. 

“Alitalia è una azienda privata – ha sottolineato e ricordato ancora  il Premier – e di fronte alle sue perduranti e serie difficoltà il Governo ha incoraggiato gli azionisti italiani e stranieri a impegnarsi in un nuovo piano industriale e in una forte ricapitalizzazione della società”. 

Il voto è al terzo giorno. Le facce scure e preoccupate di quanti si presentano ai seggi e le discussioni che si intrecciano tra piccoli gruppetti sembrerebbe dividere i dipendenti ben più che in passato nei momenti più difficil. Nel segreto dell’urna, non è un mistero, nonostante proclami, adesioni, manifestazioni di dissenso o assenso, a prevalere è poi soltanto l’interesse personale. Non certo una decisione presa alla leggera sull’onda della stizza e della rivalsa. In questa occasione si tratta di imprimere un segno sulla scheda dettato da ragione ponderata che deve guardar davvero molto lontano. Non ne va infatti solo di se stessi.

Riferire che gli umori di chi si è accinto a votare, o sta per farlo, siano pessimi è come voler dire che il mare è agitato quando infuria invece  la tempesta. E anche tra i pochi rappresentanti sindacali più ottimisti l’aria sulla esito finale del volto si fa di ora sempre più pesante. Anche se, nonostante i tanti e continui “avvertimenti”, resta difficile credere davvero che la fine di Alitalia sia in ogni caso né possibile né vicina qualunque sia l’esito del voto.

Tutte chiacchiere comunque, fino alle fatidiche ore 16 di lunedì 24 aprile quando si chiuderanno le votazioni. I risultati arriveranno in serata. Poi il 26 aprile al ministero dello Sviluppo economico si terrà la prima riunione post referendum tra azienda e sindacati. Come dire che ci sarà ancora e comunque da “parlare”.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Alitalia: ore 16 di lunedì 24 referendum chiuso e attesa del responso...