Alitalia: interviene il Governo con più tempo per “scegliere” e altri 300 milioni

(Teleborsa) – Per Alitalia esteso sino al 30 aprile 2018 il termine per il completamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali facenti capo alla Compagnia e alle altre società del medesimo Gruppo da tempo in amministrazione straordinaria, con l’integrazione di altri 300 milioni di euro di prestito statale oneroso in aggiunta ai 600 già disposti. Con l’aggiunta degli ulteriori 300 milioni è stato di conseguenza esteso in favore di Alitalia fino al 30 settembre 2018 il termine di restituzione del denaro, che avrebbe invece dovuto cominciare a rientrare nelle Casse dello Stato sin dal prossimo novembre. Tutto ciò per garantire la continuità del servizio di trasporto aereo sino all’effettivo trasferimento dei complessi aziendali.

Lo ha deciso il Governo a Palazzo Chigi nel corso del Consiglio dei Ministri di ieri 13 ottobre 2017 (Riunione numero 50 cominciata alle 11,55) precisando che la misura si è resa necessaria anche in ragione dell’evoluzione del contesto di mercato nell’ambito del quale sono in corso di svolgimento le predette procedure. Sui due provvedimenti c’è ora da attendere l’esame di Bruxelles. 

Dunque più tempo, e più denaro a dispetto delle assicurazioni iniziali del Ministro Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e del collega per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, per tentare di vendere al meglio Alitalia, appunto con lo slittamento dal 5 novembre al 30 aprile 2018 del termine entro il quale si dovranno perfezionare le offerte dei “soggetti interessati”. Naturalmente dopo le necessarie contrattazioni dei tre Commissari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari.

Una doppia mossa, questa di ieri del Governo, cui in ogni caso spetterà la decisione finale, allo scopo di concedere altro tempo per permettere ad Alitalia di superare più agevolmente la stagione invernale, tradizionalmente più negativa per la compagnia italiana. Un “segnale forte” verso l’esterno, anche per dimostrare con i fatti che l’intenzione è si di vendere, non di svendere.

Al momento, dopo la rinuncia di Ryanair (ma che molto probabilmente aveva sin dall’inizio solo allo scopo di mossa propagandistica per procurarsi visibilità), sembrerebbero rimaste in campo esclusivamente Lufthansa ed easyJet, oltre al colosso finanziario americano Cerberus che, seppur da posizione decisamente più sfumata, parrebbe essere molto interessato alla partita.

Con l’ulteriore lasso di tempo messo a disposizione e con una situazione, si spera, più solida della Compagnia aerea, il Governo italiano non esclude che possano farsi avanti anche altri possibili acquirenti. Comunque, allo stato dell’arte, né Lufthansa (peraltro ora impegnata nell’acquisizione di AirBerlin e altro) né easyJet sono interessati all’acquisizione in blocco di Alitalia, ma solo al settore aviation, manutenzione compresa, mentre l’handling, ovvero i servizi di terra per passeggeri e merci, sembrano proprio non interessare nessuno.

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