Alitalia: entro la giornata presentazione del bando di gara per cessione

(Teleborsa) – E’ arrivato il giorno per il bando di gara che deciderà le sorti di Alitalia, mentre è ancora aperta la selezione degli advisor incaricati di “consigliare” i tre Commissari straordinari sia per gli aspetti industriali che per quelli finanziari. In lizza vi sono Merrill Lynch, Lazard, Mediobanca, Rothschild e Citigroup.

Frattanto, i commissari straordinari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari sono attesi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere di aprire il bando delle manifestazioni di interesse, tenendo conto che le ipotesi restano tre: ristrutturazione, vendita in blocco o il cosiddetto “spezzatino” cioè la vendita dei singoli asset a più acquirenti. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa per il 17 luglio.

Tendenzialmente da domani sarà possibile collezionare le varie proposte da parte di singoli o cordate ed aprire la data room (informazioni), che dovrebbe concludersi nel giro di 4-6 settimane, cioè entro fine giugno. La tempistica è in linea di massima definita: le proposte non vincolanti sono attese a luglio-agosto mentre le offerte vincolanti arriveranno a settembre-ottobre. Il motto è massima flessibilità riguardo ai soggetti ed alle proposte, con la possibilità anche di offerte dell’ultimo minuto o di formazione delle cordate dopo l’arrivo delle proposte non vincolanti.

I possibili acquirenti? Defilatasi Lufthansa e fuggiti gli investitori emiratini, ora si guarda con interesse ad Oriente, stando a quanto trapelato dal premier Paolo Gentiloni dopo la sua visita a Pechino. In proposito circolerebbe il nome di Air China, peraltro già “contattata” nel 2007 da Romano Prodi quale possibile acquirente appunto di Alitalia in piena crisi, prima che l’allora Presidente del Consiglio si orientasse verso Air France.

Air China si dimostrò all’epoca interessata alla compagnia italiana, rinunciando poi all’affare in quanto “troppo giovane” e quindi priva dell’esperienza necessaria per affrontare un business molto complesso: Air China, di proprietà del governo di Pechino, nata nel 1988 dal voluto “disgregamento” della compagnia governativa di stato CAAC, era infatti divenuta operativa solo nel 1994. L’aerolinea rispose a Prodi che “i tempi non erano maturi” e che nel caso se ne sarebbe potuto riparlare dopo qualche anno.  

Ma c’è anche la possibilità che i vari operatori in campo (Lufthansa , Ryanair , EasyJet  e Etihad) si spartiscano la “torta” secondo i rispettivi interessi.
 
Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha già chiarito che la preferenza va alle offerte unitarie, evitando così lo spezzatino. “La vera operazione che va fatta è non frazionare Alitalia, non venderla a pezzi o asset, ma mantenere la unitarietà aziendale”. Poi, il ministro ha parlato anche della necessità di modificare la regola del limite del 49% del capitale in mano a investitori esteri, citando anche l’esempio di Meridiana, di cui Alisarda ha rilevato il 51% senza far ricorso a finanziamenti italiani.

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