Alitalia, destino ancora da scrivere: Lufthansa cauta, Zeni nuovo Dg

Leogrande in Audizione: "Bruciati circa 300 milioni di euro all'anno nel periodo di amministrazione straordinaria"

Tra le priorità in cima all’agenda del Governo c’è sicuramente il delicato dossier Alitalia il cui finale è ancora tutto da scrivere. Lufthansa resta alla finestra, ma preferisce non impegnarsi in prima persona con un investimento diretto in Alitalia. Per ora.

“Nonostante gli incontri positivi avuti finora con Fs e Atlantia non abbiamo finora trovato un piano comune che consenta a Lufthansa di proporre un investimento” in Alitalia proponiamo “di cominciare da una partnership commerciale”. Queste le parole del responsabile per Lufthansa del dossier Alitalia, Joerg Eberhart, presidente e ceo di Air Dolomiti, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. “Dal nostro punto di vista per un rilancio di Alitalia è più vantaggiosa una forte partnership che un investimento una tantum”, ha detto.

“Siamo fortemente convinti che un profondo risanamento di Alitalia sia inevitabile” ha detto Eberhart – che ha insistito sulla necessità di avviare una ristrutturazione – “solo così guadagnerà il tempo necessario e partendo da una posizione di forza, avrà la scelta libera senza l’urgenza, tra i tre i sistemi più forti d’Europa”.

Lufthansa stima che una partnership commerciale e operativa potrebbe generare un risultato annuale di più di 100 milioni di euro per Alitalia in più.

Leogrande: “Zevi nuovo dg, bruciati 300 milioni all’anno” – In audizione è intervenuto anche il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande. “Vi posso annunciare che da domani, comunque nei prossimi giorni, Giancarlo Zeni sarà il nuovo direttore generale di Alitalia”, ha detto confermando le indiscrezioni delle scorse settimane.

Alitalia, ha rimarcato Leogrande, “ha bruciato circa 300 milioni di euro all’anno, nel periodo di amministrazione straordinaria. Io devo ridurre le perdite per rendere più appetibile l’investimento in Alitalia anche dell’amministrazione pubblica”.  “È difficile pensare – ha proseguito – che nel medio periodo Alitalia non debba far parte di un polo aggregativo come succede in tutto il mondo. Non bisogna avere preclusioni, l’importante è perseguire come obiettivi la salvaguardia dei livelli occupazionali”.  

Salvini: no a svendite –  Una partita delicatissima che chiama in causa il Governo con l’opposizione pronta a controllare tutte le mosse dell’esecutivo:  “Anche su Alitalia, il Governo perde tempo e mette a rischio un’azienda strategica per il Paese ed il futuro di 10.000 lavoratori. Nessuna svendita e nessun regalo saranno permessi dalla Lega”, avvisa  Matteo Salvini. 

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