Alitalia cancella la Roma-New York. Si parla di paura degli equipaggi ma la realtà è economica

(Teleborsa) – Alitalia da martedì 5 maggio sospende il volo AZ 608 (e ovviamente il ritorno AZ 609) Roma FCO-New York JFK, unico collegamento intercontinentale della compagnia rimasto sinora attivo durante l’emergenza coronavirus. Una sospensione inaspettata, oltretutto in concomitanza con l’avvio della Fase 2, che dovrebbe terminare con la ripresa della rotta alla fine del mese di maggio. La voce che circola è che l’interruzione del volo su New York sia dovuta al timore degli equipaggi di dover trascorrere la notte a Manhattan per l’obbligato riposo dopo le 9 ore del volo di andata, prima di poter riprendere il servizio per il rientro a Roma.

La realtà sarebbe invece il bassissimo tasso di occupazione dei Boeing 777 e degli Airbus A 330 (entrambi i velivoli si alternano) con conseguente perdita economica per la compagnia. Due membri di equipaggio, un pilota e un assistente di volo, che hanno lavorato nei giorni scorsi su di un Boeing 777 impegnato sulla rotta, hanno confermato la presenza a bordo di 36 passeggeri all’andata e di 37 per il rientro in Italia. E tutti giorni la situazione sarebbe simile.

“La cancellazione della rotta Roma-New York, se confermata, è, a nostro avviso, un grave errore. Ci sorprende che la decisione di sospendere i voli per New York sia stata assunta da Alitalia dopo l’audizione alla commissione trasporti della Camera dei Deputati – sostiene una nota del sindacato Fit-Cisl – e a dar retta a fonti informali sembrerebbe che la scelta sia stata motivata da convenienza economica e dalla volontà degli equipaggi di non rimanere in sosta per più di 24 ore (che avverrebbe soltanto nel caso di cancellazione del volo in partenza da Roma il giorno successivo, n.d.r.). Tuttavia, entrambi gli argomenti ci appaiono pretestuosi e insostenibili”.

“Il problema della durata della permanenza – continua la nota – è in realtà gestibile e pertanto la responsabilità di questa scelta, che riteniamo sbagliata, del vertice non può essere attribuita agli equipaggi che, dall’avvio del commissariamento iniziato tre anni fa e fino ad oggi in piena emergenza Covid-19, stanno dando il massimo. Quanto al tema della sostenibilità economica è fuorviante perché, come noto, il trasporto aereo a livello mondiale sta segnando il passo a causa dell’emergenza sanitaria. Cancellare questa tratta significa dirottare i passeggeri Alitalia su altre compagnie come AirFrance, che recentemente ha sospeso le vendite essendo andata in overbooking, proprio sulla rotta per l’aeroporto JFK. Se si considera che le altre compagnie hanno mantenuto la relazione, non solo si conferma l’inopportunità e la gravità della scelta ma si reitera una scelta manageriale, il disimpegno dal lungo raggio, individuata da più fonti autorevoli come la causa dei passati e attuali mali di Alitalia”.

“Ci auguriamo quindi che ci sia un ripensamento – concude l’Organizzazione sindacale – perché in un momento delicato come questo qualche altro operatore potrebbe occupare il vuoto lasciato dalla nostra compagnia per acquisire una fetta pregiata di mercato da sfruttare dopo l’emergenza Covid-19. Cancellandola, si rischia di vanificare l’impegno, gli sforzi e i sacrifici che le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia stanno facendo. Costituire la NewCo senza rotte pregiate, come la Roma-New York, significa partire con il piede sbagliato. Confidiamo quindi in un celere ed efficace intervento dei Ministri Patuanelli, De Micheli e Catalfo per bloccare un’azione che potrebbe nuocere seriamente alle lavoratrici e ai lavoratori di Alitalia e quindi all’economia italiana”.

(Foto: Enrico Massidda)

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