Alimentare, un quarto della spesa è “anonimo”. Falso Made in Italy vale 100 miliardi

(Teleborsa) – Oggi circa un quarto della spesa degli italiani resta anonima, nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi anni a livello comunitario e nazionale.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, in occasione della presentazione delle nuove e più restrittive norme sull‘obbligo di indicare in etichetta l’origine geografica di tutti gli alimenti, introdotte dal Dl Semplificazioni.

“Un obiettivo sostenuto dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti ed in quasi 3 casi su 4 (73%) sono disposti a spendere di più per i prodotti 100% italiani”, sottolinea la Coldiretti.

L’associazione che rappresenta una larga fetta di agricoltori ha fornito anche qualche dettaglio sul giro d’affari del falso Made in Italy, che oggi vale 100 miliardi, con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio. “A far esplodere il falso – sottolinea la Coldiretti – è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche, come l’embargo russo, con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato. Il risultato è che la crescita delle esportazioni agroalimentari Made in Italy nel 2018 è rallentata all’1,8% dal +7% registrato nel corso dle 2017.

Presentata anche la “black list” dei cibi più pericolosi tutti prodotti d’importazione: dal pesce spagnolo che ha un alto contenuto di mercurio (24 notifiche) al pollo brasiliano che fa venite Escherichia Coli-Shigatoxin, senza dimenticare le Nocciole dalla Turchia e dall’Azerbaijan e le Arachidi dall’Egitto per il pericolo di aflatossine o il pollo dalla Polonia con cui si rischia di prendere la Salmonella

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