ALI..TAGLIA: 2037 licenziamenti e tagli fino al 32% di stipendio. Sindacati: “Piano irricevibile”

(Teleborsa) – Un piano che, in gergo, viene definito lacrime e sangue, quello messo sul tavolo per tentare di salvare Alitalia. E incombe sempre più lo spettro di un Commissariamento che peserà ancora una volta nelle tasche degli italiani. A dirlo sono i numeri; il nuovo piano industriale prevede, infatti, 2.037 esuberi nel personale di terra di Alitalia che riguarderebbero sia contratti a tempo determinato che indeterminato. Per la maggior parte “amministrativi”, ma si parla anche in 400 tra il personale di volo, di condotta e di cabina, vale a dire piloti e hostess/steward. Già, perché il piano prevede la “messa a terra” di 20 aeromobili di medio e corto raggio, per la maggior parte, se non tutti, della famiglia A320 di Airbus.

Ma non finisce qui: l’azienda ha chiesto anche tagli salariali del 28% per i piloti medio raggio, 22% per i piloti lungo raggio e 32% per gli assistenti di volo.

Ricapitolando: stipendio ridotto del 30% per i piloti, 2.000 licenziamenti e un aumento di capitale da 600 milioni. Sono questi gli “ingredienti” del piano di risanamento e di rilancio di Alitalia previsto dal nuovo corso Gubitosi da qui al 2021, che prevede un taglio dei costi per 1 miliardo di euro entro la fine del 2019 e un aumento dei ricavi del 30% entro la fine di quell’anno.

Un “piano”, esuberi di personale a parte, tuttavia di non semplice attuazione anche per l’obiettivo “lungo raggio”, della cui necessità tutti ormai sono da tempo fermamente convinti. I prezzi dei velivoli intercontinentali di nuova generazione che abbiano “costi di esercizio” economicamente favorevoli sono infatti elevati. Basti pensare che un Boeing 777, a seconda della versione, costa mediamente tra i 260 e i 300 milioni di dollari, mentre un Airbus A330-200, il più economico tra i jet a fusoliera larga, varia tra i 229 e i 250 milioni di dollari. Boeing 777 e Airbus A330 sono i due modellai momento in forza ad Alitalia per il “lungo raggio”.

Sempreché Alitalia non intenda rivolgersi al mercato dell’usato che offre, è vero, “molte occasioni”, ma quasi sempre aerei “datati” dai consumi elevati e di conseguenza non certo di favorevole gestione riguardo l’economia di esercizio.

L’annuncio del “via libera” al nuovo piano industriale è di giovedì 16 marzo da parte dell’Ad Cramer Ball, ancora solo per poco al timone della compagnia nell’atteso dell’arrivo del “Presidente operativo con deleghe” Luigi Gubitosi, al termine di una riunione fiume del Cda, durata oltre sette ore, che ha tracciato la via del salvataggio della ex compagnia di bandiera italiana con l’ok al finanziamento del piano da parte degli azionisti.

“Con l’approvazione della seconda fase del piano industriale – aveva annunciato Ball –  possiamo accelerare il rilancio di Alitalia. Nella prima fase, abbiamo ricostruito il brand e fatto importanti investimenti nella formazione del personale e nelle nuove tecnologie; progressi che ci permetteranno ora di proseguire lungo il percorso necessario di profondo cambiamento. Le misure radicali sono necessarie a garantire la sostenibilità di lungo termine di Alitalia. Un risultato che potremo conseguire solo se avremo la giusta dimensione, la giusta organizzazione, la giusta produttività e la giusta struttura di costi”.

Operazione di salvataggio, però, subordinata “all’accordo con i sindacati sul nuovo contratto di lavoro e sulle misure relative al personale”. Alitalia, infatti, ha cassa fino ai primi di aprile. Poi rischierebbe di lasciare gli aerei a terra perché incapace di finanziare il circolante. Servono, dunque, almeno 600 milioni. Banche azioniste e al tempo stesso creditrici, socio di maggioranza Ethiad e altri gli soci italiani di Cai sono davvero disposti a versare subito altre consistenti somme di denaro perdurando l’incertezza? 

SINDACATI: “PIANO IRRICEVIBILE” – Al termine dell’incontro con i vertici di Alitalia sul piano industriale, i sindacati hanno deciso lo sciopero unitario. “Confermiamo lo sciopero, che sarà unitario e sarà il 5 aprile, unica data possibile, di 24 ore”. Lo ha annunciato il segretario generale della Uilt,Claudio Tarlazzi, giudicando il piano “irricevibile”. 

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