Al via il processo antitrust sulla fusione tra AT&T e Time Warner

(Teleborsa) – Prende il via oggi a Washington il più grande processo antitrust negli Stati Uniti dagli anni ’90.

Gli avvocati del Governo americano tenteranno di convincere i giudici che la fusione da 84 miliardi di dollari traAT&TeTime Warner avrà effetti nefasti sulle tasche degli americani – il Dipartimento di Giustizia stima un forte aumento dei servizi televisivi – e sulla concorrenza.

Dal canto loro, i legali di AT&T ribatteranno che, al contrario, il merger porterà ad un calo dei prezzi e ad un aumento dei servizi, soprattutto sui dispositivi mobili, e che aumenterà la concorrenza con giganti del calibro di Facebook, Google e Netflix.

Come noto a fine novembre l’Amministrazione Trump ha bloccato il matrimonio tra i due colossi USA, e così la faccenda è finita in Tribunale.

La questione non è delle più semplici: quella tra AT&T e Time Warner è una “fusione verticale” in cui una società che opera in un settore (le telecomunicazioni, nel caso di AT&T) rileva una compagnia che opera nel settore media e intrattenimento (Time Warner). Il matrimonio trasformerebbe AT&T in un provider di contenuti di intrattenimento firmati HBO, CNN e Warner Bros, cosa che permetterebbe ad AT&T di aumentare i prezzi dei contenuti forniti ad altri operatori via cavo.

L’ultimo altolà ad una fusione verticale da parte del Governo risale al 1972: ad essere bloccato – con successo – fu il merger tra Ford e Autolite.

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