Airprox Board denuncia allarme droni nei cieli del Regno Unito

(Teleborsa) – Il Regno Unito lancia l’allarma droni. Sarebbero ben 160 le collisioni con aerei da trasporto passeggeri evitati per un soffio. Un numero di allarmi triplicati nell’ultimo biennio secondo il rapporto dell’Agenzia britannica per la Sicurezza Aerea.

Le regole nei cieli britannici, come d’altro canto negli altri Paesi europei, Italia compresa, sono rigide e non permettono di impiegare i droni nelle aree a ridosso degli aeroporti o comunque interessate ad operazioni aeronautiche. In particolare nel Regno Unito si impone il rispetto della quota massima a cui farli volare, che non deve essere superiore a 120 metri dal suolo. Tuttavia, la Airprox Board (UKAB) ha rendicontano 163 incidenti mancati tra il 2016 e il 2017.
Molte le testimonianze di piloti di linea. Particolarmente drammatica quella resa nel luglio 2017 dall’equipaggio di un Airbus 319 in avvicinamento a Gatwick, che ha visto un drone lambire la semiala destra. Un analogo episodio si era verificato due mesi prima per un volo della compagnia aerea scozzese Loganair, che aveva dovuto effettuare una manovra rapida e rischiosa in fase di atterraggio a Edimburgo per evitare la collisione con un drone.
Il primo grosso allarme nei cieli del Regno Unito risale a novembre 2016 quando l’equipaggio di un Airbus A320, in avvicinamento all’aeroporto di Londra Heathrow, si è imbattuto in una coppia di droni fatti salire fino a 1500 metri di altezza.

Airprox Board denuncia allarme droni nei cieli del Regno Unito