Air Show di Parigi tra sogno e realtà

(Teleborsa) – C’è un universo, dietro il settore aerospaziale. E non è un gioco di parole: per averne conferma basta fare un giro a Le Bourget, dove si sta svolgendo il 52° Salone Internazionale dell’aerospazio, anche noto come Paris Air Show.

Dal giorno di inizio, il 19 giugno, si sono avvicendati tra stand e cieli oltre 2.300 espositori, tutti con l’intento di mostrare al mondo le ultime novità in materia di Aerospazio, Aviazione commerciale e Difesa, e di siglare nuovi contratti e commesse.

Leonardo, tanto per citare un’eccellenza italiana, ha presentato una nuova versione fighter attack dell’M-346 e siglato un accordo tra la controllata e-GEOS, insieme a numerose altre commesse.

Avio, altro orgoglio del Made in Italy aerospaziale, è presente con il nuovo motore spaziale in fibra di carbonio P120. Ha inoltre firmato nuovi contratti per lanciatori Vega e Vega C. 

Di contro a Parigi alcuni progetti presentati sono tanto avveniristici da sembrare quasi irrealizzabili e per di più dalle tempistiche di realizzazione molto ravvicinate da rasentare quasi l’incredibile. Potrebbe essere il caso del nuovo jet civile supersonico presentato alla kermesse parigina dalla start-up statunitense Boom Supersonic.

Già ribattezzato “figlio del Concorde”, il prototipo Baby Boom” XB-1 promette di trasportare 52 passeggeri a 2.300 chilometri al secondo (ma non si esclude la possibilità di toccare il Mach 2,2, ossia 2.700 Km/h) allo stesso prezzo di un biglietto di business class per viaggi transatlantici.

Anche il costo del jet, almeno a detta di chi lo propone, non dovrebbe essere particolarmente esoso, anzi: 200 milioni di dollari a fronte dei circa 300 milioni che occorrono mediamente per un velivolo da 300 posti. 

Se è vero che dietro Boom Supersonic c’è niente meno che Richard Branson, patron della Virgin amante delle grandi sfide (suo è il progetto Virgin Galactic che punta a portare i turisti in giro per lo spazio), va anche detto che il primo e unico areo supersonico entrato in regolare servizio di linea, il Concorde, ha avuto non pochi problemi di gestazione, se non altro per quanto riguarda le tempistiche che invece, nel caso del Baby Boom, sembrerebbero molto ravvicinate, se non troppo.

Ci sono progetti, invece, che potrebbero essere “fuori trend”. E’ il caso dell’Airbus A380 plus, versione aggiornata del quadrigetto A380, l’aereo commerciale più grande del mondo (ma non il più lungo che è il Boeing 747-8i con oltre 3 metri in più) in grado di trasportare 853 persone in versione charter o poco più di 500 se allestito in tre o quattro classi. Il Plus (attualmente in via di sviluppo) avrà un minor costo per passeggero (-13%), 80 sedili in più grazie ad un miglior uso dello spazio in cabina, un risparmio sul carburante del 4% e minori spese di mantenimento. Ma chi lo acquisterà? Anche recentemente ci sono state cancellazioni di ordini da parte delle poche aerolinee che avevano acquistato la prima versione.

Il colosso europeo potrebbe dunque non incontrare il favore dei mercati in quanto la decisa preferenza delle aerolinee – sono loro infatti a indicare la scelta dei nuovi velivoli per i costruttori – ha già da tempo determinato un aumento degli ordini di bireattori (vedi Boeing 777 e Airbus A350), dai costi più contenuti e con prestazioni addirittura superiori.

Il mega aereo del colosso europeo dovrebbe essere pronto nel 2020 ma per il momento Le Bourget è stata avara di commesse per questo modello di mega aero. Il futuro svelerà l’arcano.

Air Show di Parigi tra sogno e realtà