AIFA, per Astrazeneca 1 caso trombosi ogni 100mila dosi in linea con UE

(Teleborsa) – Le segnalazioni di eventi avversi alla somministrazione del vaccino anti-Covid sono risultate complessivamente 66.258 su un totale di 32.429.611 di dosi somministrate. Il tasso di segnalazione quindi è di 204 eventi ogni 100.000 dosi, di cui il 90% per eventi non gravi – dolore locale, febbre, stanchezza, dolori muscolari – e solo il 10% gravi.

E’ quanto emerge dal quinto Rapporto di Farmacovigilanza dell’AIFA sui vaccini contro il coronavirus, che tiene in considerazione le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 maggio 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

La maggior parte degli eventi riguardano il vaccino Comirnaty del duo PfizerBIONTech (il 71,8%) che è anche il più usato (il 68,7% delle dosi somministrate). Seguono il Vaxzevria di Astrazeneca (il 24% segnalazioni ed il 20,8% delle dosi somministrate), il vaccino di Moderna (il 3,9% delle segnalazioni ed il 9% delle dosi somministrate) ed il Janssen di Johnson & Johnson (lo 0,3% delle segnalazioni e l’1,5% delle dosi somministrate).

L’AIFA segnala anche che i casi di trombosi venose intracraniche e in sede atipica alla somministrazione di Vaxzevria sono in linea con la media europea con 1 caso ogni 100.000 prime dosi somministrate e nessun caso dopo la seconda dose. Il probolema rigguarda perlopiù persone con meno di 60 anni.

Frattanto, la somministrazione del vaccino Vaxzevria alle persone con meno di 60 anni fa discutere, dopo il caso della ragazza morta a Genova,. Entro qualche ora il Cts dovrebbe valutare l’opportunità di somministrare il vaccino di Astrazeneca agli under 50 ed anche in merito agli open day lanciati dalle Regioni per i più giovani.

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