Agricoltura, troppa burocrazia sottrae al settore oltre 4 miliardi l’anno

(Teleborsa) – Ogni azienda agricola produce in media 40 chili di carte ogni anno per adempiere agli obblighi burocratici. Per una sola pratica di presentazione dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) si sviluppano oltre 2 chili di materiale cartaceo. Documenti vari la cui elaborazione impegna circa 100 giornate lavorative di un profilo amministrativo. Tutto ciò si traduce in costi altissimi per il settore primario – superiori ai 4 miliardi di euro l’anno – che vanno a sommarsi a quelli produttivi per l’attività ordinaria (i più alti d’Europa), mettendo continuamente a rischio default le aziende agricole italiane. La denuncia arriva dalla Cia – Confederazione agricoltori italiani, che per questi motivi, assieme a Confagricoltura e Copagri, ha deciso di scendere in piazza il 5 maggio con una manifestazione nazionale.

Il “mostro” della burocrazia, però, è solo la punta dell’iceberg di una situazione estremamente complessa per il comparto. Il permanere dell’embargo russo, che macina perdite milionarie ogni giorno, si innesca anche in una fase dove i prezzi all’origine delle produzioni agricole nazionali stanno registrando i minimi storici, con il latte venduto intorno ai 30 centesimi al litro e le arance a 18 centesimi al kg.

Appare fin troppo chiaro quindi – spiegano Cia, Confagricoltura e Copagri – che senza politiche d’intervento urgenti e misure efficaci e puntuali, si profilano situazioni fallimentari per le aziende agricole. Da qui le ferme richieste delle Organizzazioni agricole alle Istituzioni di agire con rapidità e dare seguito a quegli interventi annunciati e non realizzati.

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