Agricoltura, accordo PAC: positivo il commento di Cia, Confagricoltura non soddisfatta

(Teleborsa) – “Dopo tre anni dalla presentazione della proposta legislativa, finalmente l’agricoltura europea si avvia verso una reale riforma della PAC 2023-2027 più equa, sostenibile e per gli agricoltori. Ora serve subito un lavoro serio con il Piano strategico nazionale per salvaguardare la competitività delle imprese agricole”. Così Cia-Agricoltori Italiani ha commentato l’accordo provvisorio appena raggiunto nel “super trilogo” a Bruxelles, da Parlamento, Consiglio e Commissione Ue.

Nel dettaglio, tra il I e II pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate a una nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del I pilastro da destinare agli eco-schemi. “Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro. Sarà, inoltre, inglobata nella PAC anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma – ha ribadito Cia – da intendersi come un’ulteriore valorizzazione di una PAC rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli e aggravi burocratici”. Per Cia, dunque, ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri più in grado di guardare con ottimismo al suo ruolo da protagonista della transizione ecologica. L’associazione ha auspicato un passaggio rapido al Consiglio Agrifish del 28 e 29 giugno, con l’approvazione finale dei Ministri dell’Agricoltura Ue e successivamente da parte del Parlamento Ue.

“La PAC – ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino –deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali”. Per questo – ha aggiunto Scanavino – non è più rinviabile la definizione del Piano strategico nazionale che permetta agli agricoltori italiani di essere all’altezza del cambiamento che gli si richiede, che mostri nei fatti di riconoscere le specificità del settore e le sfide oggi spinte da emergenza sanitaria e climate change”. “Occorre – ha concluso – ragionare con tutti gli attori coinvolti sul territorio, come richiesto dal progetto Cia ‘Il Paese che Vogliamo’ e come è necessario a un’agricoltura sempre più settore strategico per l’Italia e l’’Europa”.

Tutt’altro che entusiasta invece Confagricoltura. “Il lavoro che abbiamo svolto negli ultimi tempi ha dato qualche risultato positivo a tutela dei trasferimenti alle imprese, ma non possiamo dirci soddisfatti per l’accordo raggiunto”, ha dichiarato il presidente Massimiliano Giansanti. “È passato, di fatto, il principio che le imprese agricole devono aumentare gli impegni in materia di sostenibilità ambientale, ma a fronte di minori risorse finanziarie destinate alla tutela dei redditi e alla stabilità dei mercati. E il taglio sarà soprattutto a carico delle imprese orientate – indipendentemente dalla dimensione – agli investimenti, alle innovazioni e all’aumento dell’occupazione”, ha sottolineato Giansanti.

Confagricoltura ha ricordato che i fondi destinati all’agricoltura italiana subiranno nel periodo 2021-2027 un taglio del 15% in termini reali rispetto al precedente quadro finanziario pluriennale. “Dalla lettura dei testi – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura – ci sembra, inoltre, che non sia stato assolutamente centrato l’obiettivo della semplificazione amministrativa da tutti auspicato”.

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