Africa, Mattarella: “Continente è partner naturale dell’Ue. Non ripetiamo errori”

(Teleborsa) – “L’Africa rappresenta il partner naturale della Ue e l’Europa, non deve ripetere i gravi errori del passato, per evitare di trovarsi tra qualche anno relegati alla periferia del pianeta”. I due continenti devono cogliere l’opportunità della transizione ecologica, per un “salto di qualità” che porti in prospettiva a costruire “una regione economicamente integrata” nel segno della green economy. È quanto ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, aprendo a Roma la conferenza “Incontri con l’Africa 2021”, terza edizione della Conferenza interministeriale Italia-Africa che riunisce a Roma le delegazioni di circa 50 Paesi africani, i rappresentanti dell’Unione Africana e delle altre principali Organizzazioni regionali africane, oltre a personalità istituzionali italiane, rappresentanti del mondo economico, imprenditoriale, accademico e del terzo settore. Quest’anno l’appuntamento si inserisce nel quadro della Presidenza italiana del G20 e sarà incentrato sui suoi tre pilastri “People, Planet, Prosperity”, collegandosi anche al partenariato con il Regno Unito per la COP26. Alla giornata di oggi, inaugurata dal presidente della Repubblica, hanno preso parte il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio; il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat; la sottosegretaria generale dell’Onu e segretaria esecutiva della commissione economica per l’Africa, Vera Songwe; il presidente della COP26, Alok Sharma; il presidente della Commissione Paneuropea per la Salute e lo Sviluppo Sostenibile, Mario Monti; e il presidente del B20, Emma Marcegaglia.

“L’ Africa – ha sottolineato Mattarella – detiene le chiavi essenziali per il successo delle strategie di decarbonizzazione del pianeta: dal possibile sfruttamento del Sahara e delle altre aree desertiche per la produzione di energia rinnovabile, alla preservazione della foresta africana, prezioso patrimonio per l’intera umanità. La produzione di energia pulita e la sua efficace distribuzione sono fondamentali per lo sviluppo dell’Africa”. In tale scenario – ha proseguito il capo dello Stato – “la transizione energetica, con la sua enfasi sulle energie rinnovabili e sull’economia circolare, apre nuovi e promettenti orizzonti di collaborazione per i nostri continenti. Dai grandi progetti per l’utilizzo dell’energia solare ed eolica, all’agricoltura 4.0, fino alla produzione di idrogeno verde, le potenzialità per la cooperazione fra Africa e Europa sono numerose e tutte altamente promettenti”. A queste, ha osservato ancora Mattarella, “si aggiunge l’ampia disponibilità di terre rare e di altre risorse strategiche necessarie per realizzare batterie e microchip, che rappresentano ciò che all’inizio del secolo scorso erano il carbone e l’acciaio. E se l’Europa ha compiuto grandi e gravi errori nel considerare l’Africa come mera fonte di risorse, oggi è finalmente la stagione di una leale cooperazione, nella quale i problemi principali toccano tutti, e le soluzioni hanno bisogno del contributo di ciascuno. La chiave di un successo, che per essere durevole non potrà che essere comune, sta nel rafforzare la consapevolezza della complementarietà fra Africa ed Europa, complementarietà che un frangente storico così complesso rende ancora più evidente. Il continente africano rappresenta il partner naturale per l’Unione Europea: l’altra faccia di una stessa medaglia. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Non comprenderlo adesso ci porterebbe a constatare, fra qualche anno, di essere stati silenziosamente, ma inesorabilmente, relegati alla periferia del pianeta. Al contrario, africani ed europei, insieme, possono fare dei due continenti una vasta e integrata regione, stabile politicamente, dinamica economicamente e vibrante culturalmente. Una regione dove in totale vivono oltre un miliardo e mezzo di persone che producono un Prodotto Interno Lordo pari a quindicimila miliardi di euro. Un’area al centro delle dinamiche globali”. Per Mattarella “Africa ed Europa, con le loro rispettive esperienze, storicamente uniche, di integrazione continentale, sono chiamate a farsi promotrici di un rinnovato multilateralismo, forti di un condiviso ‘umanesimo’, con al centro dell’azione politica, a livello nazionale e internazionale, l’uomo e la sua aspirazione a vivere con dignità in società più eque, più inclusive, più sostenibili”. Dunque “dalla logica rivendicativa alla base dell’avvio del dialogo Nord-Sud, che caratterizzò gli anni ’70 del secolo scorso, si tratta di passare alla elaborazione di un ambizioso progetto comune” che abbia al centro la transizione ecologica, come riconosciuto sia dalla Agenda 2063 dell’Unione Africana sia nel “Green New Deal” europeo. “Il Summit fra Unione Africana e Unione Europea che si terrà il prossimo anno – ha detto Mattarella – deve rappresentare l’occasione per tracciare un sentiero comune, da percorrere assieme, per permettere al partenariato euro-africano di compiere un vero e proprio salto di qualità e per costruire in prospettiva una regione economicamente integrata nel segno della green economy”. In Africa come in Europa – ha evidenziato il presidente della Repubblica – “la sfida non è soltanto legata alla tutela dell’ambiente, ma riguarda anche i sistemi economici e le società nel loro complesso. Non esistono soluzioni prefabbricate, non esistono modelli cui fare riferimento, ma appunto questo offre la circostanza, forse unica nella storia, di lavorare a una visione elaborata insieme. Non possiamo perdere questa opportunità. La sfida riguarda la possibilità di una trasformazione epocale, che consentirà di creare nuove opportunità economiche per le decine di milioni di giovani africani che, da qui al 2050, quando la popolazione dell’Africa supererà i due miliardi di abitanti, si affacceranno sul mercato del lavoro”.

Parlando del clima Mattarella ha detto che “non è più tempo di ambiguità e distinguo, è ora di agire subito. Bisogna garantire il massimo sforzo per raggiungere e superare gli obiettivi delle riduzioni previste. La prossima Cop26 sarà una spartiacque e ne dobbiamo essere consapevoli. Non è ammesso distrarsi”.

Forte l’ammonimento del capo dello Stato riguardo alla gestione dell’emergenza sanitaria. “L’Africa ha avuto solo il 2 per cento dei vaccini: c’è un problema – ha sottolineato Mattarella – di equa distribuzione che va risolto subito. La vera risposta è stimolare l’industria farmaceutica africana. In questo senso l’Europa ha deciso di investire un miliardo di euro, e l’Italia lo sostiene, per stimolare il vaccino africano perché nessuno ne sarà fuori se non ne saremo tutti fuori”.

“Per ogni venti persone vaccinate nel mondo contro il Covid-19, – ha aggiunto Songwe – solo una è in Africa. E solo 10 Paesi africani hanno raggiunto un tasso di vaccinazione del 10%”.

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