Aeroporto Genova: ambizioso e aggressivo programma di sviluppo

(Teleborsa) – Costruito su una penisola artificiale di fronte a Sestri Ponente, l’aeroporto di Genova, noto anche come aeroporto internazionale Cristoforo Colombo, è in sostanza un city airport che collega il capoluogo ligure con le principali città italiane ed europee. Dispone di una pista parallela al Mar Ligure, la 36/14, ed è dotato di strutture e apparecchiature necessarie per la piena sicurezza dei voli. Concentrato soprattutto sul turismo, il Cristoforo Colombo è caratterizzato da una forte stagionalità. La direzione dell’aeroporto sta lavorando intensamente per ampliare la propria utenza legata prettamente le ferie estive creando un traffico più omogeneo distribuito durante tutto l’anno. Sforzi che sono stati ripagati, come testimonia il tasso di crescita 2018 pari al 16 per cento, il migliore in Italia e consolidando gli ottimi risultati di quest’anno si mantiene ampiamente nella media nazionale. Il lavoro però non si ferma le richieste del territorio sono alte e le prospettive di sviluppo dell’aeroporto sicuramente ambiziosa.

Pietro Righi è il Direttore Generale della società che gestisce l’Aeroporto di Genova. Teleborsa lo ha intervistato, affrontando con Lui l’ampia tematica su situazione e programmi, a partire dallo sviluppo dello scalo.

Direttore, piano industriale 2018, punti fondamentali almeno quattro. Sviluppa e traffico mi sembra proprio sia il primo punto…

“Certo il primo punto è che questo aeroporto è rimasto a livelli di traffico, diciamo, non all’altezza delle aspettative del territorio. Giustamente rimaniamo la sesta città d’Italia, l’undicesimo centro metropolitano e non siamo l’undicesimo né il sesto aeroporto in Italia per cui abbiamo un ambizioso e aggressivo programma di sviluppo del traffico sia sulle componenti outgoing, cioè traffico in partenza da Genova, sia sulla componente incoming di componente prevalentemente turistica in arrivo da alcuni mercati di riferimento. Siamo già in linea con le previsioni del piano, l’anno scorso siamo stati il primo aeroporto per crescita del traffico, quest’anno siamo a un 6 per cento di crescita superiore alla media nazionale e ci proponiamo ovviamente di mantenere questa posizione di leadership. E’ una componente essenziale e irrinunciabile del piano”.

Sviluppo significa anche ampliamento…

“Certamente, dietro lo sviluppo del traffico, come abbiamo visto l’estate scorsa, c’è l’esigenza di un ampliamento delle nostre infrastrutture, non per la dotazione tecnica, e cioè piste e piazzali dove siamo, diciamo ampiamente, al di sopra delle nostre necessità attuali e future, ma sulla componente aerostazione che è molto importante perché dobbiamo migliorare l’esperienza di viaggio dei nostri clienti e questo si può fare solo ampliando le infrastrutture: 3 gate in più, 10 banchi di check in in più, un nuovo sistema di smistamento bagagli, nuove aree commerciali con un’offerta molto più differenziata, circa 5mila metri quadri in più coperti, un 30% di incremento diciamo della superficie e un programma finanziato anche con risorse provenienti dal Decreto Genova, per cui anche con risorse del supporto pubblico. Per cui ormai siamo in una fase direi avanzata di questo progetto che verrà consegnato alla fine di quest’anno. I primi lavori propedeutici inizieranno alla fine di quest’anno e poi l’appalto principale sarà assegnato l’anno prossimo per un completamento nell’arco di 24 mesi circa“.

La parola d’ordine nel mondo dei trasporti, una delle parole d’ordine, è intermodalità…

“Assolutamente sì. La nostra ambizione è di allargare il nostro bacino di utenza e questo si fa sia incrementando la connettività aerea, cioè i voli, il primo punto che dicevamo prima, ma anche e soprattutto aumentando, migliorando l’accessibilità con l’intermodalità, in particolare ferrovia aereo. E’ stata realizzata una nuova passerella di collegamento con un servizio navetta dalla stazione di Sestri, che è a poche centinaia di metri dalla rotazione, e questo ci ha già consentito quest’anno di rilevare un significativo incremento della quota di passeggeri che usano il mezzo pubblico, anche a beneficio dell’ambiente, per cui abbiamo visto che circa il 20 per cento dei nostri passeggeri accedono al servizio aeroportuale e aereo tramite i mezzi pubblici. Questa è ovviamente una notizia molto positiva”.

L’aeroporto di Genova è piuttosto unico, nel senso che è un aeroporto sul mare e proprio a ridosso, se non quasi, del centro della città. La compatibilità col territorio con tutte le problematiche che può comportare?

“Noi siamo un aeroporto embedded (incorporato, n.d.r.), come si dice all’interno del territorio. Il collegamento al territorio è essenziale, dobbiamo essere un fattore di sviluppo compatibile, non possiamo crescere a scapito di altre attività industriali, e non solo, e del territorio. Siamo all’interno del sedime portuale, anche se il nostro ovviamente è un demanio aeronautico, per cui stiamo lavorando anche su questo fronte per trovare delle modalità, anche con soluzioni tecnologiche che consentono lo sviluppo delle attività portuali in modo compatibile con lo sviluppo dell’aeroporto. Ad esempio saremo tra i primi aeroporti in Europa a beneficiare di procedure strumentali tipo GNSS (Global Navigation Satellite System, n.d.r.). Questo per noi è estremamente importante perché ha una valenza rilevante rispetto al territorio che è il motivo di essere dell’aeroporto, ovviamente”.

Quindi c’è una particolare attenzione anche al settore cargo…

“Il settore cargo e un punto di attenzione. Certamente la nostra priorità attualmente è sulla componente passeggeri. E’ lì che dobbiamo recuperare il gap più significativo ma senza lasciare ovviamente dietro altre opportunità perché il portafoglio delle dei servizi deve essere più ampio possibile”.

Importanti progetti che richiedono una sostenibilità finanziaria…

“Certamente lo sviluppo ed uno sviluppo sano, per cui lo sviluppo deve essere accompagnato dalle risorse necessarie a realizzare tutti questi progetti, e da questo punto di vista noi beneficiamo, diciamo, di una contribuzione pubblica nel quadro del Decreto Genoa per un importo superiore ai 22 milioni di euro che ci consentiranno non solo la realizzazione dell’ampliamento, ma anche poi il collegamento con cabinovie la nuova stazione di Erzelli. Chiaramente, come in tutte le imprese, delle aree di rischio ci sono e in questo momento sul trasporto aereo in generale, ad esempio, si parla ripetutamente di possibili tassazioni aggiuntive che ci vedono assolutamente contrari. Tutti gli attori della filiera, ovviamente non solo gli aeroporti ma anche le compagnie aeree. Con riflessi evidentemente anche più accentuati su aeroporti di dimensioni più piccole, come è l’aeroporto di Genova, perché chiaramente una tassazione più alta scoraggia diciamo lo sviluppo del traffico. Lo abbiamo già visto in alcuni Paesi europei, si cita anche l’italia fra i Paesi che potrebbero adottare misure di questo genere e questo costituisce un’area di rischio insieme al rischio generico del mercato, perché noi, lo ricordo, siamo esposti evidentemente alla concorrenza. Sempre da questo punto di vista abbiamo un progetto e un programma particolarmente sfidante, proprio perché abbiamo l’obiettivo di recuperare posizioni nella graduatoria perché siamo un aeroporto che ha delle dimensioni più piccole. Però al netto di tutti questi fattori di rischio la linea è tracciata e siamo determinati portarla avanti in linea con il piano industriale che abbiamo approvato l’anno scorso e che rimane al momento assolutamente confermato”.

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