Aeroporto “Federico Fellini”: L’AD di AIRiminum Corbucci a TLB

(Teleborsa) – AIRiminum 2014, operativa dal 2015, ha ricevuto da ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) nel 2018 l’affidamento in concessione trentennale e la definitiva approvazione della convenzione di gestione totale dell’aeroporto internazionale Federico Fellini di Rimini e San Marino. Il traffico 2018 sullo scalo, che dispone, tra l’altro, di una pista di volo di 3.300 metri che permette di fatto decolli e atterraggi di velivoli di qualsiasi tipo e dimensione, è stato di 304.274 passeggeri di aviazione commerciale (2.040 movimenti) e 3.243 passeggeri di aviazione generale (3.184 movimenti).

Per quanto riguarda il traffico commerciale sul “Federico Fellini”, il 64% è stato generato da voli di linea e il 36% da voli charter (nel 2017, rispettivamente 55% e 45%). Nel 2019 l’incidenza dei voli di linea sarà ulteriormente incrementata, supererà abbondantemente il 70%. Processo di consolidamento dei voli di linea che sta trasformando la configurazione dell’aeroporto internazionale di Rimini e San Marino, basato finora tradizionalmente sui traffico charter stagionale.

Così, AIRiminum ha impostato lo sviluppo di un network di voli regolari su cui il territorio potrà far affidamento su base consolidata nei prossimi anni grazie ad accordi pluriennali già stretti con alcune delle principali compagnie aeree di linea europee, Ryanair, Lufthansa, Rossiya-Gruppo Aeroflot, Ural Airlines, Albawings e con altri vettori con cui sono in corso trattative. L’obiettivo, già dal 2019, è di estendere la programmazione di voli regolari a l’intero arco dell’anno dell’anno.

Nel corso dei mesi estivi del 2018, inoltre, per la prima volta dall’inizio della gestione AIRiminum, si sono registrati voli in tutti i giorni della settimana, permettendo così una migliore gestione dello scalo e dell’operatività giornaliera.

Di situazione e obiettivi di AIRiminum, l’Amministratore delegato, Leonardo Corbucci ha parlato a Teleborsa:

Aeroporto di Rimini, nuovo modello di business…

La sfida è quella di portare all’aeroporto di Rimini un modello incentrato sui voli di linea. Da quest’anno invertiamo la proporzione: 80% voli di linea, 20% charter.

Le prime destinazioni…

Citiamo quelle Ryanair, che sono Londra, Kaunas, Varsavia, Budapest e Cracovia. Abbiamo anche Mosca, San Pietroburgo, Krasnodar, Ekaterinburg e Rostov in Russia; abbiamo aperto con SkyApp con cinque destinazioni in Ucraina. Il nostro mercato di riferimento è l’est e nord Europa e puntiamo al mercato domestico.

L’obiettivo economico…

Il nuovo modello di businnes ci porta delle soddisfazioni dal punto di vista economico. Oggi con trecentomila passeggeri arriviamo a generare 2 milioni di utile netto, credo che sia una delle performance più importanti per aeroporti delle dimensioni di Rimini, nel crescere dovremo sempre avere presente la sostenibilità del modello di sviluppo e la marginalità degli azionisti.

Rimini è uno dei pochi aeroporti privati d’Italia, vantaggi e svantaggi…

In Italia ci sono quaranta aeroporti, i primi venti gestiscono il 96% del traffico, gli altri venti il 4%. Noi facciamo parte di questo secondo gruppo e siamo l’unico aeroporto privato tra questi, quindi con i vantaggi di una snellezza operativa e di un processo decisionale veloce ci dobbiamo confrontare con una serie di limiti nel non disporre degli stessi strumenti finanziari di cui possono disporre i nostri competitor avendo fondi pubblici. Questo ci impone di inventarci strumenti tali da rendere l’operazione sostenibile.

Sviluppi dell’operatività?

L’aeroporto di Rimini è tradizionalmente stagionale, da aprile cominceranno nuovamente ad incrementarsi i voli e si consolideranno nel periodo giugno, luglio, agosto e settembre. La sfida è quell di destagionalizzare il modello e far sì che anche durante l’inverno i Romagnoli possano partire da Rimini per il Mondo e ricevere il Mondo.

Una delle caratteristiche principali del’aeroporto è la lunghezza della pista, nei programmi possibilità di voli a lungo raggio?

L’infrastruttura è molto importante, 3.3 chilometri di pista, 360 ettari di sedime aeroportuale, 16.000 metri quadrati di terminal. In più all’interno dell’accordo di programma che stiamo presentando ad Enac dal 2020 al 2023 il gestore si impegna ad investire altri 22 milioni per rafforzare ulteriormente la capacità aeroportuale. Quindi abbiamo anche tutti i presupposti per creare anche dei collegamenti a lungo raggio.

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