Aerei, compagnie inglesi alle prese con le turbolenze della Brexit

(Teleborsa) – Per le compagnie aeree britanniche si prospetta un’estate bollente dopo che la Brexit ha rimescolato le carte nei cieli europei. 

Il Paese ha intrapreso il percorso di uscita dall’UE: ieri Tim Barrow, ambasciatore britannico presso l’Unione europea, ha consegnato al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk la lettera firmata dal Premier inglese, Theresa May. Nella lettera vi è la richiesta ufficiale con cui il Regno Unito ha notificato l’intenzione di uscire dal blocco europeo.

I vettori inglesi low cost, come easyJet e Ryanair potrebbero trovarsi di fronte alla scelta di continuare a volare o meno nella UE dopo la Brexit. Ciò significa, spostare i loro quartier generali in un paese europeo o vendere azioni a paesi membri dell’Unione. Per poter solcare i cieli dell’Unione, infatti, più della metà delle azioni (50,1%) della compagnia aerea devono essere in mani europee. 

Quanto a British Airways, vola invece in Europa attraverso altri vettori del gruppo International Airlines Group a cui appartiene: Iberia, Vueling e Air Lingus che già posseggono i permessi per volare all’interno dell’UE.

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