AdR, Troncone: “Con Drive-in più grande d’Europa massimo supporto per affrontare emergenza”

(Teleborsa) – “Riteniamo doveroso, ora come sin dall’avvio dell’emergenza sanitaria, garantire il massimo supporto al fianco della Regione, del Governo e della nostra comunità. Normalmente quest’area ad agosto sarebbe piena di auto dei viaggiatori in partenza, oggi, invece, la destiniamo ai tamponi”. Queste le parole dell’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, in occasione della visita del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al nuovo Drive-in presso il Parcheggio lunga sosta dell’aeroporto di Fiumicino.

L’inaugurazione di quest’area per i tamponi Covid-19 rappresenta l’ultimo step con cui l’Aeroporto di Fiumicino sta affrontando questa complessa sfida. Negli ultimi mesi come si è declinata la risposta di AdR all’emergenza sanitaria?

“Con un ventaglio di azioni molto ampio, profondo ed energico. Quello che vediamo oggi è solo l’ultimo step di queste azioni. Abbiamo messo a disposizione della Regione e della Croce Rossa un’ampia area del parcheggio a lunga sosta dell’Aeroporto di Fiumicino. Sono oltre 7mila metri quadri che garantiscono la realizzazione di un drive-in che ci risulta essere il più grande non solo del Lazio, ma dell’Italia e dell’Europa. Si tratta di una struttura di grossa portata in grado di gestire sei postazioni e 150 autovetture.
È accessibile a chiunque ma essendo inserita all’interno dell’aeroporto è, ovviamente, anche a disposizione dei passeggeri di Fiumicino. Tale struttura segue la realizzazione di quella operativa dallo scorso 16 agosto agli arrivi del Terminal 3 – realizzata a tempo di record a seguito dell’ordinanza del ministro della Salute del 12 agosto – dedicata alla somministrazione dei tamponi a test rapido per i passeggeri in arrivo dai 4 Paesi oggetto dell’ordinanza: Grecia, Spagna, Croazia e Malta. A livello generale questi interventi si inquadrano in una più ampia serie di misure volte essenzialmente su tre fronti. Il primo è quello della pulizia e della sanificazione degli spazi aeroportuali: effettuiamo fino a sei sanificazioni al giorno sui banchi check-in, sulle vaschette portaoggetti, sui carrelli portabagagli e anche i bagagli stivati in arrivo in aeroporto vengono sanificati. Secondo punto è il distanziamento interpersonale in aerostazione dove abbiamo riconfigurato gli spazi e garantito tutta la segnaletica visiva e sonora. In ultimo vi sono tutte le misure di prevenzione e contenimento: abbiamo 300 dispense di gel sanificante; oltre 100 termoscanner di ultima generazione per la misurazione della temperatura corporea di chi entra in aerostazione che si aggiungono al famoso Smart Helmet, il termoscanner portatile, indossato dal nostro personale, che rileva la temperatura dei passeggeri nel raggio di 7 metri invitandoli, in caso di una temperatura superiore ai 37,5 gradi, a un controllo medico. Il presidio è, dunque, massimo ed è stato oggetto di un riconoscimento. Abbiamo, infatti, ricevuto, come primo aeroporto in Europa, l’Airport Health Accreditation rilasciato dall’Airports Council International (ACI) e dell’Icao che attesta che le nostre procedure sono il linea con le best practice oltre a essere certificate anche da un ente esterno, la Rina. A fine giugno abbiamo, infatti, ottenuto la Biosafety trust Certification”.

In questa fase di emergenza sul fronte del traffico aereo come sta andando?

“Il traffico aereo non si è ancora ripreso, operiamo con un calo vistosissimo del traffico. Il mese di agosto che è un mese di picco per l’operatività di Fiumicino ha osservato un calo di oltre l’80% del traffico. Attualmente vediamo, mediamente, meno di 30mila passeggeri al giorno quando, nella normalità, ne avremmo dovuti avere oltre 150mila. È un calo del traffico che si concentra, peraltro, particolarmente sui flussi più interessanti e ad alto pregio non solo per l’aeroporto ma anche per il territorio e per il Paese. Mi riferisco ai flussi internazionali e intercontinentali dal momento che il traffico extra-Ue è in calo di oltre il 95%. Questa è una situazione non solo molto grave, molto severa e molto negativa ma la cui ripresa è caratterizzata da una forte incertezza. Il consenso generale indica un ritorno alla normalità non prima di alcuni anni. La Iata ha indicato il 2023 come l’anno del ritorno ai volumi precrisi del 2019. Una stima che è purtroppo stata rivista a fine luglio posticipando tale obiettivo al 2024. La situazione è negativa, incerta e vede un continuo aggiornamento in negativo”.

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