Accordo Trenitalia-Fondazione FS: il Settebello tornerà come treno turistico di lusso

(Teleborsa) – Il mitico “Il Settebello” tornerà a correre sulle rotaie di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) come treno turistico di lusso. L’accordo Trenitalia-Fondazione FS per la “messa a Gara” sul mercato del ripristino funzionale ed estetico dell’unico dei tre esemplari di ETR 300 costruiti e scampato alla demolizione, in attesa di restauro a Voghera (PV) è stato firmato giovedì 7 dicembre a Roma, dopo un’attenta fase di progettazione e valutazione tecnica.

L’operazione di restauro e recupero, finanziata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Fondazione FS (Gruppo FS), si concluderà con il collaudo del treno entro i prossimi 26 mesi.

La Fondazione FS, costituita nel 2013, è diretta da Luigi Francesco Cantamessa e dispone, tra l’altro, nel suo patrimonio storico-culturale, del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Portici, vicino a Napoli, stazione di arrivo della prima ferrovia in Italia (allora zona del Regno delle Due Sicilie) inaugurata il 3 ottobre 1839 appunto da Napoli a Portici, 7,25 Km interamente a doppio binario. 

L’ETR 300, per l’esattezza “302”, era rimasto accantonato per anni destinato alla fiamma ossidrica nei binari di “ricovero” del “parco ferroviario” adiacente la stazione di Falconara Marittima. Poi, con l’annuncio da parte di Fondazione FS del suo recupero e restauro, il trasferimento nelle officine di Voghera nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2016. Il “convoglio speciale” organizzato per l’occasione era trainato dal locomotore elettrico E656-023, con la diesel di riserva D443-2002, e come scudo il bagagliaio DUz 95013 e un carro soccorso.

Il primo esemplare, classificato ETR 301, venne consegnato nel 1952 dal costruttore Breda per i test e la messa in linea; nel marzo 1953 fu il turno del secondo esemplare (ETR 302), mentre per il terzo (ETR 303) fu necessario attendere il 14 febbraio 1959, in tempo per l’Expo “Italia 61” Con la disponibilità del terzo Settebello fu così possibile servire tutti i giorni dell’anno la relazione Roma-Milano, fino ad allora interrotta nei mesi invernali e sostituita dagli ETR 200 per assicurare la manutenzione ciclica ai fino ad allora ETR 300.

L’elettrotreno “300” era assolutamente innovativo per l’epoca, potendo raggiungere agevolmente i 180 km/h. Oltre all’estetica avveniristica e ai contenuti tecnologici, era un vero trionfo del design made in Italy. Sotto la guida dei celebri architetti Giò Ponti e Giulio Minoletti, i migliori professionisti del tempo contribuirono a realizzare gli arredi, gli abbellimenti e le decorazioni degli interni. Rivoluzionari anche i salottini belvedere che consentivano ai passeggeri la visione panoramica frontale del viaggio.

Gli ETR.300 vennero mantenuti in servizio fino al 1992, anche se negli ultimi anni vennero utilizzati per collegamenti di minor prestigio rispetto alla prestigiosa relazione Roma-Milano, e poi accantonati: due di essi furono smantellati nel 1992 e nel 1998 a Santhià, in provincia di Vercelli, dopo un laborioso processo di messa in sicurezza dovuto al decadimento delle parti in amianto. Il primo mezzo demolito fu il 301.

Il “302”, negli anni ’90 subì un restauro esteriore presso le Officine Grandi Riparazioni di Bologna. Molte parti di carrozzeria, e purtroppo tutti gli interni e l’intero arredamento, nonostante il valore storico e di design, furono eliminati e sostituiti con materiale in uso su altri treni del periodo. L’iniziativa non ebbe successo, non riscuotendo il favore dei viaggiatori un mitico Settebello “declassato”, ridotto al rango di spartano comune convoglio il favore del viaggiatori.

Va ricordato come i vertici FS dell’epoca, e precedenti, non avessero mai visto di buon occhio la conservazione del materiale storico. Così, tra polemiche, l’unico Settebello superstite fu di nuovo accantonato, prima ad Ancona dove il convoglio fu cannibalizzato di tutte le componenti utilizzabili su altri mezzi non rendendolo non atto alla circolazione e successivamente spostato presso la stazione di Falconara Marittima.

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