Accordo su Manovra 2020 raggiunto, parla Conte: i rischi scongiurati

La trattativa per la Legge di Bilancio 2020 si è chiusa nella serata di ieri. Evitato l'aumento dell'IVA, rimandate plastic e sugar tax

Alla fine la quadra è stata trovata. Dopo settimane e settimane di tira e molla, di ipotesi avanzate e subito ritirate, sembra che la maggioranza abbia trovato un accordo definitivo sulla Manovra di Bilancio 2020. L’annuncio è stato dato dallo stesso Premier Conte, che ha evidenziato i risultati raggiunti e le modifiche apportate nel corso degli ultimi giorni.

L’intesa arriva al termine di una lunghissima giornata politica, con un vertice fiume durato 14 ore e che più volte (sostengono i soliti ben informati) è rischiato di saltare innumerevoli volte. Insomma, la maggioranza di Governo ha scricchiolato, ma alla fine il risultato è stato raggiunto. E, almeno stando a quanto affermato dal Primo Ministro nel corso della conferenza stampa notturna, tutte le parti coinvolte (Movimento 5 stelle, Partito Democratico e Italia Viva) sono soddisfatte.

Ma quali sono le misure presenti nella Legge di Bilancio attesa ora all’esame della Camera dei Deputati e del Senato? Innanzitutto, afferma il Capo del Governo, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’IVA, che evita un salasso di 500 euro per cittadino e, se non fossero state trovate risorse adeguate, avrebbero spalancato le porte a una crisi dei consumi mai vista e conseguente recessione. Una misura costata, come noto, 23 miliardi di euro e che ha richiesto un impegno non indifferente per trovare coperture sufficienti.

Coperture che non arriveranno, però, da sugar tax e plastic tax. Almeno non nella forma inizialmente ipotizzata. Dopo lunghe insistenze di Italia Viva, infatti, le due tasse sono state rimodulate e rinviate. La plastic tax è stata ridotta dell’85% e rinviata al 1 luglio; per la sugar tax, invece, è stata mantenuta la stessa impostazione, “perché si cambino alcune abitudini di vita”, ma diverrà effettiva solo a partire dal 1 ottobre.

Sorte analoga per la tassa sulle auto aziendali. Inizialmente la misura doveva portare nelle casse dello stato 513 milioni di euro, ma ora è stata completamente azzerata. “Nessuno dica più che siamo il Governo delle tasse” ha affermato nel corso della conferenza stampa il premier Conte.

A parziale copertura dei mancati incassi da plastic tax, sugar tax e della tassa sulle automobili aziendali è stata però introdotto un aumento del 3% dell’Ires sui concessionari pubblici. Come detto dal Ministro Gualtieri, però, la platea è stata ridotta e, al momento, riguarda esclusivamente i concessionari del settore trasporti.

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