Caf e Reddito di Cittadinanza: “Accoglieremo le domande”

Raggiunto l'accordo tra i Caf e l'Inps a pochi giorni dal via delle domande per il sussidio

I Caf si accordano con l’Inps per il Reddito di cittadinanza: arriva l’intesa sul rinnovo della convenzione.

Uno degli ostacoli principali sulle domande per il Reddito di cittadinanza, a pochi giorni dal via, è stato sbloccato: raggiunta un’intesa tra l’Inps e la Consulta dei Caf. A spiegarlo è proprio quest’ultima attraverso una nota ufficiale: “Abbiamo raggiunto un’intesa sul rinnovo della convenzione Isee e sulla nuova convenzione del Reddito di cittadinanza. Il verbale verrà sottoposto all’approvazione dell’assemblea della Consulta dei Caf il prossimo 4 marzo. La delegazione ha giudicato positivamente il punto di incontro raggiunto che permetterà l’avvio dell’assistenza alle famiglie sulle richieste di Reddito e pensione di cittadinanza e la continuità del servizio Isee”.

In virtù di questa intesa, si attiva uno dei possibili canali per la presentazione delle domande per il Reddito di Cittadinanza. Le richiesta per il sussidio potranno essere inoltrate a partire da mercoledì 6 marzo anche online e alle Poste. A fornire il servizio di raccolta delle domande da inviare all’Inps, gratuitamente, saranno i Caf. A firmare l’ipotesi di intesta è stata la tecnostruttura, mentre per Tridico, il Commissario designato, manca ancora l’approvazione definitiva del decreto di nomina. Le convenzioni che saranno messe a punto sulla base dell’accordo, verranno firmate successivamente dal presidente.

Sul sito Inps, intanto, è stato pubblicato il modello di domanda che potrà essere compilato online, attraverso il sistema di identità digitale Spid, senza l’aiuto dei Caf. Le cinque pagina della domanda di reddito, chiariscono che i requisiti di accesso devono essere mantenuti per tutto il periodo di durata del beneficio. Chiariti anche gli obblighi del beneficiario e le sanzioni alle quali si va incontro in caso di attestazioni che risultino non veritiere. Quello dei controlli, soprattutto sul patrimonio mobiliare delle famiglie che richiedono il reddito, sarà un nodo principale da sciogliere. La questione della verifica dei requisiti è molto ampia e si corre il rischio che a richiederlo, sarà anche chi lavora in nero, con i controlli che spetteranno all’Ispettorato nazionale del lavoro.

Ancora aperta, invece, la questione relativa all’inserimento al lavoro dei beneficiari del reddito. Tutti i componenti della famiglia devono dare la disponibilità al lavoro, eccezion fatta per i pensionati, per i minorenni, per i soggetti con disabilità e per le persone già occupate o impegnate in percorsi di formazione. Per quanto riguarda il reclutamento dei navigator, infine, manca ancora il parere delle regioni.

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