Acciaio, la UE impone nuovi dazi ai produttori cinesi ma altri decadono

(Teleborsa) – IN seguito alle pressioni ricevute da alcuni Paesi della UE, fra cui l’Italia, la Commissione europea ha deciso di avviare una investigazione anti dumping sull’acciaio importato dalla Cina, nell’ipotesi che stia facendo concorrenza sleale ai danni dei produttori europei. 

In particolare le indagini riguardano tre diversi tipi di prodotto – tubi senza saldatura, piastre e laminati a caldo – che sono sospettati di pratiche di dumping.

Oltre a questi tre prodotti, un’altra investigazione in corso sui laminati a freddo, ha già portato all’imposizione da parte dell’UE di dazi contro il dumping nei confronti della Cina e della Russia. 

“Il settore siderurgico attualmente deve affrontare una serie di sfide”, ha detto il commissario europeo al commercio Cecilia Malmstrom, ricordando che gli strumenti a disposizione di Bruxelles sono pochi, ma che la UE è “determinata ad utilizzare tutti i mezzi possibili per garantire che i partner commerciali soddisfino le regole del gioco”.

Con il provvedimento di oggi, la UE ha ora in piedi 37 misure di protezione nei confronti di prodotti fabbricati in acciaio.

Nonostante questo, proprio Confindustria ha lanciato oggi un allarme sul possibile decadere di alcuni dazi anti dumping, relativi a viti, bulloni ed elementi da fissaggio in acciaio importati dalla Cina.  

“A causa di errori procedurali della Commissione, le imprese italiane rischiano di trovarsi improvvisamente senza la protezione dei dazi”, denuncia Licia Mattioli, presidente del comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria, ricordando che la questione potrebbe anche passare dal danno alla beffa, se la Cina chiedesse i danni (da 800 milioni a 1 miliardo) dopo aver ottenuto vittoria in una causa presso il WTO per la contestazione di queste misure protettive per “ragioni puramente formali”.

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