Abusivismo, giro d’affari da 21,4 miliardi di euro

L’abusivismo nel commercio e nel turismo genera un giro d’affari pari a 21,4 miliardi di euro.

Si tratta di un valore molto elevato, pari al 13,8% del fatturato dei due comparti, che danneggia non solo le imprese che operano nella legalità, ma anche lo Stato, causando un danno erariale di 11,1 miliardi di euro in mancato gettito abusivi fiscale e contributivo.

Se le attività abusive fossero azzerate, specifica Confesercenti – Associazione degli operatori del commercio e del turismo – , l’Erario recupererebbe abbastanza tasse non solo per finanziare il taglio di IMU e TASI sulla prima casa, ma anche il raddoppio della platea di beneficiari del Bonus da 80 euro.

Ci guadagnerebbe anche l’occupazione: la regolarizzazione farebbe emergere 32mila posti di lavoro aggiuntivi.

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