ABI, sofferenze bancarie in calo a novembre

(Teleborsa) – A fine novembre, le sofferenze nette si sono collocate a 85,2 miliardi di euro, un valore in lieve diminuzione rispetto al dato di ottobre (85,5 miliardi). E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’ABI. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono diminuite di circa 3,6 miliardi (-4,1% la variazione annua). Si conferma quindi la riduzione di oltre il 4% delle sofferenze nette rispetto al picco di 89 miliardi di fine novembre 2015. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,8% a novembre, lo stesso valore di ottobre 2016 (era il 4,91% a fine 2015 e lo 0,86% prima dell’inizio della crisi).

A fine dicembre, la dinamica della raccolta bancaria complessiva ha registrato una variazione negativa su base annua dell’1,3% (era -1,2% il mese precedente). Ancora una volta il trend è contrassegnato da una dicotomia delle sue componenti: i depositi sono aumentati di circa 54,6 miliardi di euro rispetto a un anno prima (+4,2% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 77 miliardi in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (-19,9%).

Quanto a prestiti bancari a famiglie e imprese sono cresciuti su base annua di quasi l’1,4%, in accelerazione rispetto al +0,8% del mese precedente. Si sono ridotti ulteriormente i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela: il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 2,85%, toccando il nuovo minimo storico.

Mutui. A dicembre il tasso d’interesse medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è sceso al 2,02%, nuovo minimo storico (era 2,05% a novembre 2016 e 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso: nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 74,8%.

ABI, sofferenze bancarie in calo a novembre