ABI, Patuelli: occorrono fusioni bancarie europee, NPL possono aumentare

(Teleborsa) – “Le aggregazioni bancarie si sono realizzate in un quadro di costante forte concorrenza. In proporzione alle popolazioni, si sono realizzate più aggregazioni bancarie in Italia che negli altri paesi del resto d’Europa. I processi di consolidamento debbono svilupparsi anche internazionalmente, soprattutto in Europa, per favorire la crescita di soggetti bancari che abbiano dimensioni competitive con i giganti americani e asiatici”. Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell’ABI, nella sua relazione all’Assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana. In questo senso, è importante che prosegua la costruzione dell’Unione bancaria, realizzando Testi Unici europei con norme identiche di diritto bancario, finanziario e fiscale e con proporzionalità di oneri burocratici, ha aggiunto.

La crescita degli NPL

“Anche in presenza della pandemia le banche hanno complessivamente continuato a rafforzare patrimoni e liquidità e ridurre i crediti deteriorati che non sono esplosi anche per la presenza di moratorie che debbono essere reintrodotte col prolungamento della pandemia e con gli effetti della guerra russo-ucraina”, ha spiegato nel suo intervento.

“I crediti deteriorati possono riprendere a crescere – ha aggiunto Patuelli – nonostante le costanti attività delle banche per ridurli: possono crescere le crisi di imprese che debbono ancora essere accompagnate da misure di finanza d’emergenza che anche allunghino le durate dei prestiti assunti, per dare nuove possibilità di ripresa”.

I salvataggi della banche

Il numero uno dell’Associazione bancaria italiana ha anche affrontato il tema degli istituti in crisi. “I salvataggi di banche in gravi difficoltà debbono essere possibilmente preventivi, per evitare maggiori rischi e costi, con l’intervento dei Fondi interbancari di tutela dei depositi, come avvenuto in Italia fino al 2015, prima della “risoluzione” delle quattro banche, e come è tornato possibile dopo la “doppia conforme” sentenza del Tribunale e della Corte europea che hanno dato ragione all’Italia, riconoscendo la natura privata del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi”.

Incentivi agli investimenti

Secondo Patuelli, “per attrarre i risparmi verso gli investimenti in Italia occorre proseguire nelle riforme fiscali: il potenziamento dei PIR va in questa giusta direzione, ma questa riforma non è sufficiente per attrarre l’ingente liquidità parcheggiata”. Inoltre, “occorre ridurre la pressione fiscale sugli investimenti stabili e non speculativi per innescare un più robusto circuito virtuoso per favorire la trasformazione della liquidità in investimenti produttivi che sono gravati dalla doppia imposizione sugli utili delle imprese e sui dividendi”.

Le regole europee

“Le Unioni economica, bancaria e dei mercati dei capitali devono crescere senza nuovi oneri per le banche e con omogeneità della pressione fiscale negli Stati membri, per realizzare l’uguaglianza delle condizioni della concorrenza delle imprese nella UE, quando i differenti debiti pubblici già incidono con spread che hanno conseguenze sulla concorrenza”, ha detto all’Assemblea annuale.

“L’Unione bancaria – secondo Patuelli – si è sviluppata molto di più nella crescita delle attività di Vigilanza che nell’unificazione delle altre regole. L’Unione bancaria deve progredire senza forzature e senza strappi, se non vi saranno Stati privilegiati o penalizzati: necessitano regole comuni per la crescita di tutti, su un piano di parità concorrenziale. Concordiamo col Presidente Enria: bisogna completare l’Unione bancaria “in modo sensato e pragmatico”.

In un altro passaggio ha sottolineato che “occorre riflettere e non irrigidire le regole di Basilea 3+, pensate prima della pandemia e della guerra” e che “necessitano certezza del diritto anche prospettica e identiche regole e stessa Vigilanza per operazioni finanziarie realizzate da soggetti giuridici diversi”.