ABI, Patuelli: “Fisco più equo e in grado di incentivare risparmiatori”

(Teleborsa) – “L’Unione Europea era in crisi quando è arrivato il Covid, dopo difficoltà e lacerazioni culminate in Brexit. La pandemia ha stimolato un salto di qualità nella UE, con innovazioni rilevantissime”. Lo ricorda il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli nella sua relazione all’ Assemblea degli Associati 2021.

Ricordando gli sforzi messi in atto dalla BCE e dalla Commissione europea, il numero uno dell’Associazione Bancaria sottolinea che tutto questo “non basta” ed “occorre che l’Unione Europea sviluppi strategie per l’energia, la salute e l’ambiente, la ricerca e lo spazio, le reti, i dati e la difesa”.

Banche cruciali contro effetti pandemia

“In questo complesso e drammatico contesto, le banche hanno continuato ad operare nonostante tutto”, ricorda Patuelli, aggiungendo “in Italia le banche non si sono mai fermate: impegnate a ridurre gli effetti delle crisi finanziarie precedenti, coinvolte profondamente negli effetti sanitari ed economici della pandemia, hanno lavorato tutti i giorni, assommando ai tanti compiti, quelli straordinari conseguenti al Covid”.

“Le Banche e chi vi lavora hanno sviluppato formazione, tecnologie ed organizzazione per rendere possibili operazioni finanziarie di massa per prevenire le crisi delle imprese, a invariata legislazione bancaria, finora con diversi milioni di pratiche decise di moratoria e circa 2.300.000 prestiti nuovi o ampliati, più o meno garantiti, per oltre duecento miliardi di Euro”, afferma il Presidente.,

I ruolo del risparmio e degli investimenti

“Quando sarà davvero finita la pandemia, tutto non potrà e non dovrà tornare come prima. Non dovrà essere dimenticata questa terribile esperienza che potrà ripetersi in diverse forme”, ribadisce Patuelli.

“Occorre incoraggiare gli investimenti in ricerca scientifica” – afferma – e “promuovere una grande crescita economica e sociale con imponenti investimenti per un forte sviluppo sostenibile, utilizzando al meglio i fondi della UE e incentivando i risparmiatori italiani ad investire non solo in Titoli di Stato, ma anche in obbligazioni convertibili e in azioni di società”.

“È necessario incoraggiare i risparmiatori ad investire, distinguendo fiscalmente gli investimenti a medio e lungo termine dei cassettisti che non debbono essere equiparati agli speculatori, ma incoraggiati ad investire con aliquote fiscali decrescenti in proporzione alla durata degli investimenti liberamente scelti”, afferma il Presidente dell’ABI, ricordando che “oggi il tasso medio di rendimento sui depositi in conto corrente è lo 0,03%, gravato dal 26% di imposte”. “Se i risparmi venissero fiscalmente agevolati, con aliquote progressivamente ridotte in proporzione alla durata degli investimenti, mediamente più redditizi dei depositi in conto corrente afferma – l’aumento dei rendimenti remunererebbe maggiormente i risparmiatori e lo Stato.

Rischio NPL gestibile

“La pandemia porta anche crisi aziendali che occorre innanzitutto prevenire gestendo il rischio di credito, valutando l’effettiva capacità dei debitori di rimborsare e non ritardando gli appostamenti prudenziali nei bilanci”, sottolinea Patuelli, aggiungendo “per i nuovi crediti deteriorati e deteriorandi occorrono tutte le misure che sono state utili per ridurre quelli preesistenti: sarebbero utili anche le tanto attese cosiddette bad banks.

Fiducia, equità, regole morali

“L’Italia deve divenire più attrattiva per i risparmi e gli investimenti nazionali e internazionali, con semplificazioni normative, senza continue sovrapposizioni di leggi vecchie e nuove, e con la riduzione dei tempi della giustizia”, dice il Presidente, auspicando la costruzione di “un nuovo clima di fiducia” per “una nuova fase economica, sociale e civile, per un nuovo possibile miracolo economico”.

Patuelli fa cenno alle big tech ed al principio di equità, sollecitando una “correzione” dei privilegi fiscali e la necessità di “costituzionalizzare il Web, combatterne costantemente gli abusi e garantirne la sicurezza dagli infiniti rischi di illegalità,
sopraffazioni e disuguaglianze”.

Per l’ABI, inoltre, “bisogna porre argini al disordine delle cripto valute, che valute non sono, e ai fortissimi rischi di illegalità che nascondono”.

“E’ molto importante – dice il Presidente – il progetto della BCE per l’Euro digitale che porterà legalità e stabilità in quelle transazioni e profonde modificazioni al far banca, a cui occorre predisporsi tempestivamente”

“Il settore finanziario, per la sua centralità strategica – sottolinea Patuelli – è al centro delle conflittualità e dei rischi insiti nelle potenzialità delle tecnologie”. “La rivoluzione del digitale richiede maggiore tutela dei dati e non deregolamentazioni”, conclu<de il Presidente, affermando che “una forte cornice etica e giuridica è indispensabile: le tecnologie e la vita economica non possono reggere sul vuoto morale”.

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