ABI, effetto spread sui tassi in salita a ottobre

(Teleborsa) – Diminuiscono le sofferenze bancarie, scendendo sotto quota 40 miliardi. A settembre – spiega l’ABI nel rapporto mensile – le sofferenze nette (al netto delle svalutazioni) sono state pari a 39,8 miliardi, mentre ad agosto erano a 40,5 miliardi ed in forte calo (-47 miliardi) rispetto al dato di dicembre 2016. In 21 mesi si sono quindi ridotte di oltre il 54%. Il rapporto con i prestiti totali è sceso al 2,32% (ad agosto era 2,36%), allineandosi ai valori di maggio del 2011 (al 2,30%). Per le sofferenze nette – aggiunge l’associazione bancaria – rispetto al picco di 88,8 miliardi di novembre del 2015, “la riduzione è di 49 miliardi”, oltre il 55%.

DINAMICA DEI PRESTITI BANCARI
Al 31 ottobre 2018, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua (+1,9%), proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di variazione annuo risulta positivo da oltre 2 anni). A settembre, si conferma la crescita del mercato dei mutui: l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,3% su base annua.

EFFETTO SPREAD SUI TASSI DI INTERESSE
Tornano a crescere i tassi di interesse sui mutui “risentendo dell’aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani” – sottolinea l’ABI – : il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,87% (1,80% a settembre 2018, 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,60% (1,45% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,57% (2,57% anche il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).

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ABI, effetto spread sui tassi in salita a ottobre