Abercrombie crolla in borsa: lontani i tempi dei selfie con i commessi modelli

Si abbassano le saracinesche di altri tre flagship store di Abercrombie & Fitch: uno di questi è in Italia

C’era un tempo in cui fuori dai negozi di abbigliamento Abercrombie & Fitch si formavano lunghe code per scattare un selfie in compagnia di uno dei muscolosi modelli.

La crisi ha però spazzato quel periodo d’oro e le vendite del gruppo sono nettamente calate. I flash e gli scatti immortalati nei negozi di vestiti che portano il logo dell’alce sono ormai solo un lontanto ricordo e gli stessi store che avevano accolto decine di adolescenti desiderose di farsi un slefie con i modelli, chiudono i battenti.

I giovani (ma non solo) ora preferiscono fare i propri acquisti online risparmiando tempo e denaro. E i risultati di questa “scelta” iniziano a farsi vedere con un crollo in borsa che ha investito Abercrombie & Fitch. La catena americana ha infatti ceduto a 19 dollari il 24% portando il suo bilancio nell’ultimo anno a -23,4%.

Nello specifico, solo nel primo trimestre del 2019 il gruppo ha avuto una perdita di 19,2 milioni di dollari a dispetto di un rosso di 42 milioni di dollari relativo allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Le vendite comparate sono state più basse rispetto a quelle attese dal mercato, ovvero dell’1% contro l’atteso +1,3%. Gli analisti contavano di avere ricavi in aumento del 2,9% e che le vendite negli store aperti da un anno registrassero un aumento del 2,4%.

Il fatturato, di 734 milioni di dollari è in linea con le previsioni pari a 733 milioni di dollari e con 731 milioni di dollari del 2018.

A questo si va ad aggiungere la notizia relativa alla chiusura di tre flagship store:

  • quello a marchio Hollister a New York che chiuderà nel secondo trimestre fiscale del 2019;
  • quello a marchio A&F a Fukuoka, in Giappone che abbasserà le saracinesche entro la fine dell’anno fiscale 2019;
  • quello a Milano, in corso Matteotti che chiuderà nella seconda metà dell’anno fiscale 2020.

Stando a quando dichiarato dalla stessa società, le tre chiusure previste costituiscono meno dell’1% del totale del fatturato prodotto l’anno scorso.

Se si prende come punto di riferimento il 2017, si può notare come nel corso di un biennio, siano salite a cinque le chiusure dei negozi della catena americana: prima dei tre flagship di cui sopra, avevano chiuso i battenti gli store a Copenhagen e a Hong Kong.

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