A Torino i ‘Si TAV’ riempiono Piazza Castello

(Teleborsa) – Oggi, 10 novembre 2018, scendono in piazza a Torino i ‘Si TAV‘, cittadini e organizzazioni a favore della realizzazione di infrastrutture per l’alta capacità e l’alta velocità ferroviaria. Secondo gli organizzatori sarebbero presenti oltre 30mila persone in Piazza Castello. “Quanto visto in questa piazza ha un grande significato, cioè che quando la maggioranza, per troppo tempo silenziosa, si fa sentire, ristabilisce le proporzioni”, ha dichiarato il commissario per la Torino-Lione Paolo Foietta. “Chi non vuole la TAV, il M5S a Torino e in Parlamento, è una minoranza e in democrazia una minoranza non può imporre le sue decisioni”.

Intervenuta alla manifestazione, che ha trovato l’appoggio di forze politiche come Forza Italia, PD e Lega, anche la sindaca di Torino Chiara Appendino. “Oggi, in piazza Castello – al netto delle diverse sensibilità politiche – sono state sollevate delle critiche, che accolgo, ma c’erano anche molte energie positive – scrive in un blog – . Sono stati proposti alcuni punti per il futuro della Città che sono in buona parte condivisibili, anche perché rispecchiano ciò che come Amministrazione abbiamo fatto fino ad oggi e ancora intendiamo fare nei due anni e mezzo di mandato che abbiamo davanti a noi. Sono pronta a discuterne già dalla settimana prossima”.

La ferrovia Torino–Lione (comunemente nota come TAV) è un progetto di ingegneria civile finalizzato alla realizzazione di una nuova linea ferroviaria internazionale di 235 km rivolta al trasporto merci e passeggeri fra Torino e Lione che affiancherebbe la linea storica esistente fra le due città. Già inglobata dal 2005 nel progetto europeo prioritario n. 6, parte a sua volta delle reti di trasporto trans-europee TEN-T, la nuova linea costituisce dal 2013 una porzione del corridoio 3, Mediterraneo, della rete centrale europea.

Nel corso del tempo il progetto ha subìto molte trasformazioni, ma uno dei punti rimasti immutati è la realizzazione di una nuova galleria di base di 57 km (originariamente 52) a doppia canna, ovvero con due tunnel a binario semplice, fra la valle di Susa, in Italia, e la Moriana, in Francia. A seguito dell’accordo preliminare del 2001 fra il Governo italiano e quello francese, sono state individuate per l’opera tre sezioni con relative proposte di tracciato, in seguito modificate.

Le due sezioni nazionali sono di competenza di RFI (tratta italiana) e di SNCF (tratta francese). La sezione internazionale comprendente il tunnel di base è stata di competenza della società italo-francese LTF (50% RFI, 50% SNCF) relativamente alla intera fase progettuale e alla realizzazione dei tunnel geognostici. Conformemente a quanto stabilito dai trattati italo-francesi, il 23 febbraio 2015 è subentrato a LTF il promotore pubblico TELT (50% FS, 50% Stato francese), con la responsabilità della realizzazione e della futura gestione della sezione transfrontaliera.

Il progetto è sostenuto dai governi dei rispettivi Stati e dall’UE, ma, soprattutto in Italia, ha suscitato forti opposizioni da parte di comunità locali e del movimento No TAV.

A Torino i ‘Si TAV’ riempiono Piazza Castello