2 milioni di dipendenti saranno esclusi dal rinnovo contratti nella PA

(Teleborsa) – Il Ministro Madia ha annunciato di voler convocare i sindacati per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Una buona notizia? I sindacati della scuola non la pensano così. e ricordano che il governo intende “applicare gli aumenti solo a chi percepisce uno stipendio ridotto e ai meritevoli”.

Secondo il piccolo sindacato Anief, “è una prospettiva peggiore dell’ultima revisione, datata 2009, perché oggi il governo intende incrementare le buste paga ad una ristretta cerchia di lavoratori statali”. Nella migliore delle ipotesi – sottolinea – si arriverebbe ad uno ogni tre, con circa 2 milioni che rimarrebbero fermi alla retribuzione di sei anni fa.

“Come se gli stipendi dei dipendenti pubblici non avessero raggiunto il punto più basso mai registrato in 34 anni di serie storiche, dal 1982”. Per questo, Anief ribadisce il progetto di ricorrere al giudice del lavoro e delle leggi, per recuperare quell’indennità di vacanza contrattale che rimarrà “congelata” almeno sino al 2018.

“E’ un’ipotesi inaccettabile e incostituzionale”, dichiara il leader del sindacato, Marcello Pacifico, aggiungendo: “Il governo la finisca con le soluzioni al risparmio e provveda ad adeguare gli stipendi, da settembre scorso, già prima di sedersi al tavolo con i sindacati, di quel 10% sottratto per la mancata applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale. Rinunciarvi significa non applicare la normativa vigente in materia di tutela retributiva del pubblico impiego. Dopo di che le buste paga di tutti i dipendenti pubblici vanno pareggiate al livello d’inflazione, applicando un altro 10 per cento di aumenti. Perché, nel frattempo, il costo della vita ha surclassato gli stipendi”.

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