Perché l’Ucraina sta distribuendo pillole allo iodio

Cresce la paura per possibili perdite di radiazioni dalla centrale nucleare in mano ai nemici russi: l'Ucraina pronta a correre ai ripari

La guerra in Ucraina va ormai avanti da più di sei mesi e ogni giorno aumentano sempre più i timori della popolazione su quelle che potrebbero essere le nuove mosse dell’esercito russo. A far accrescere la tensione nel Paese, oltre agli attacchi missilistici che i nemici mettono in atto ogni giorno, c’è la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, caduta in mano ai militari del Cremlino.

Il rischio di catastrofe nucleare è stato denunciato già nelle prime settimane di battaglia in Ucraina, ma gli ultimi giorni di conflitto armato vicino al complesso fanno temere il peggio. L’Ucraina è pronta a correre ai ripari e presto anche l’Onu farà visita alla centrale per cercare di capire quali potrebbero essere i rischi.

Rischio nucleare a Zaporizhzhia, cosa succede

Già dalle prime ore di conflitto armato a febbraio all’Ucraina si era sollevato un monito sui possibili rischi collegati alle centrali nucleari presenti sul territorio. I complessi, infatti, avrebbero potuto giocare il ruolo di arma a doppio taglio per il Paese governato da Volodymyr Zelensky, con l’esercito ucraino che si era detto pronto a difenderli per evitare disastri nucleari. Dopo la caduta dei militari e l’ingresso dei russi, che controllano ora Zaporizhzhia, il campanello d’allarme risuona forte.

I russi, infatti, hanno in mano un complesso importantissimo e, al contempo, pericoloso per la salute dell’uomo. La centrale nucleare, colma di militari dell’esercito russo pronto alla battaglia contro quello ucraino, è infatti a rischio di perdita di radiazioni che potrebbero essere letali. Negli ultimi giorni il conflitto si è spostato proprio nei pressi del complesso, con gli ucraini che accusano i russi di aver colpito zone pericolose della centrale e la risposta del Cremlino con il dito puntato contro Kiev accusata di aver attaccato l’area nucleare (qui vi abbiamo parlato delle nuove mosse di Putin).

Negli scorsi giorni  l’impianto è stato temporaneamente messo fuori servizio a causa di ciò che i funzionari hanno affermato essere un danno da incendio a una linea di trasmissione, una situazione che ha fatto accrescere il timore di un disastro nucleare che l’Ucraina ha già vissuto con Chernobyl, tragedia avvenuta nel 1986 che ancora oggi perseguita il Paese (qui vi abbiamo parlato di cosa potrebbe accadere a Zaporizhzhia).

A cosa servono le pillole allo iodio

La situazione è in divenire e da parte di Kiev è arrivata la richiesta all’Onu e all’Aeia, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, di intervenire per scongiurare il disastro nucleare. Dei funzionari faranno visita al complesso per cercare di chiarire il quadro e fornire l’entità dei possibili rischi, intanto l’Ucraina corre ai ripari.

Kiev, infatti, nelle ultime ore ha deciso di distribuire ai residenti vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia le pillole allo iodio, compresse utili a bloccare l’assorbimento di iodio radioattivo da parte della tiroide in caso di incidente nucleare. Le compresse, infatti, se somministrate prima o all’inizio dell’esposizione allo iodio radioattivo, permettono di ridurre l’esposizione interna della tiroide con lo iodio stabile che assorbirà parte di quello dannoso.

Si tratta di una misura precauzionale per evitare che la tiroide, la parte del corpo umano più sensibile allo iodio radioattivo, possa assorbire la sostanza nociva (qui vi abbiamo parlato delle indicazioni del protocollo sanitario sulle pillole allo iodio).