Virus Whatsapp: “Falla spaventosa”. Cosa si rischia

L’ammissione dell’azienda che fa capo a Facebook: "Aggiornate il software". I ricercatori: "Una falla spaventosa". Il Financial Times: "Attacco portato avanti da una società informatica israeliana"

WhatsApp ha subìto un attacco hacker che mirava a un “numero selezionato” di utenti, orchestrato da “un cyberattore avanzato”. La piattaforma di proprietà di Facebook conferma in una nota il report pubblicato dal ‘Financial Times’, ma spiega di aver riparato lunedì il difetto che consentiva agli hacker di installare spyware su smartphone per accedere ai dati contenuti nei device.

Si tratta di uno spyware — un software in grado di infiltrarsi in un sistema operativo e raccogliere le informazioni qui contenute senza che il proprietario se ne accorga — che viene diffuso tramite la funzione di chiamata vocale di WhatsApp e che è stato scoperto da Facebook all’inizio di maggio. La notizia è stata resa pubblica dall’azienda stessa che ha subito chiesto a tutti di aggiornare l’applicazione di WhatsApp — scaricata da un miliardo e mezzo di persone — per eliminare la falla. Ancora non ci sono numeri per capire la portata del danno, ma spesso lo spyware è in grado anche di eliminare il registro chiamate sull’app di messaggistica, di modo che l’utente non possa accorgersi in nessun modo di essere stato infettato.

John Scott-Railton, ricercatore del Citizen Lab di Internet Watch, ha definito sul Corriere della Sera l’hack “una vulnerabilità spaventosa”. E poi ha aggiunto “Non c’è nulla che un utente possa fare per proteggersi, se non eliminare l’app”, ha spiegato. Ad essere responsabile dell’attacco — secondo il Financial Times — una società informatica israeliana, la NSO Group. Un portavoce di WhatsApp ha parlato di «una società privata nota per lavorare con i governi per fornire spyware che hanno la capacità di controllare i sistemi operativi dei telefoni cellulari».

WhatsApp – che ha invitato tutti i suoi 1,5 miliardi di utenti ad aggiornare le loro App come ulteriore precauzione – ha poi spiegato alla ‘Bbc’ che il suo team di sicurezza è stato il primo a identificare il difetto e ha condiviso queste informazioni all’inizio del mese con gruppi per i diritti umani, società attive nella sicurezza e anche con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

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