Zona gialla, cambiano i parametri? Quali regioni sarebbero a rischio

Via indice Rt e incidenza del virus nella popolazione per cambiare colore e passare dalla zona bianca a quella gialla: l'ipotesi al vaglio del Governo

Il Governo Draghi, in accordo con le Regioni e le Province autonome, il Comitato Tecnico Scientifico e la cabina di regia, sta valutando quali criteri saranno decisivi per stabilire il rientro in zona gialla dei territori più a rischio. L’indice di contagio Rt e l’incidenza dell’infezione da Covid nella popolazione sarebbero infatti dei parametri ormai obsoleti, considerando che, rispetto alla data di entrata in vigore del sistema delle fasce di colore rapportate al rischio epidemico, oggi abbiamo i vaccini contro il virus.

Zona gialla, nuovi parametri: si pensa alla saturazione di ospedali e terapie intensive

Tra le ipotesi sul tavolo di Palazzo Chigi ci potrebbe essere quella di rendere l’occupazione dei posti letto negli ospedali il criterio fondamentale per il passaggio a una zona di rischio più.

In particolare, secondo fonti vicine all’esecutivo, si starebbe valutando di far passare alla zona gialla le regioni e le province autonome con un tasso di occupazione delle terapie intensive superiore al 5% del totale o con un tasso di occupazione dei reparti Covid ordinari superiore al 10%.

Attualmente le soglie critiche di saturazione degli ospedali sono del 30% per la terapia intensiva e del 40% per i reparti Covid in area medica. Sotto questa soglia il sistema sanitario non è in sofferenza ed è possibile curare più o meno agevolmente tutti i pazienti affetti dal coronavirus.

Ma quali regioni rischierebbero di finire in zona gialla se queste soglie critiche venissero portate rispettivamente al 5% e al 10% e determinassero il cambiamento di fascia di rischio?

Il tasso di occupazione degli ospedali e delle terapie intensive in ogni regione

Di seguito la percentuale di occupazione dei reparti di terapia intensiva in ogni regione e provincia autonoma rilevati dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. (I dati sono aggiornati al 18 luglio).

  • Abruzzo 1%
  • Basilicata 0%
  • Bolzano 0%
  • Calabria 3%
  • Campania 2%
  • Emilia Romagna 2%
  • Friuli Venezia Giulia 0%
  • Lazio 3%
  • Liguria 2%
  • Lombardia 2%
  • Marche 1%
  • Molise 0%
  • Piemonte 0%
  • Puglia 2%
  • Sardegna 2%
  • Sicilia 3%
  • Toscana 4%
  • Trento 2%
  • Umbria 1%
  • Valle D’Aosta 0%
  • Veneto 1%

Di seguito la percentuale di occupazione dei reparti Covid ordinari in ogni regione e provincia autonoma rilevati dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. (I dati sono aggiornati al 18 luglio).

  • Abruzzo 2%
  • Basilicata 3%
  • Bolzano 2%
  • Calabria 6%
  • Campania 5%
  • Emilia Romagna 2%
  • Friuli Venezia Giulia 1%
  • Lazio 2%
  • Liguria 1%
  • Lombardia 2%
  • Marche 1%
  • Molise 1%
  • Piemonte 1%
  • Puglia 2%
  • Sardegna 4%
  • Sicilia 5%
  • Toscana 1%
  • Trento 0%
  • Umbria 1%
  • Valle D’Aosta 0%
  • Veneto 1%

Quali regioni andrebbero in zona gialla con i nuovi parametri di rischio

Se i numeri dovessero rimanere costanti, a fronte di un cambiamento dei parametri per entrare in zona gialla, nessuna regione o provincia autonoma cambierebbe colore oggi. La Toscana si avvicina di più alla soglia del 5% dell’occupazione della terapia intensiva, anche il dato è stabile e la saturazione dei reparti solo all’1%.

Aumentano i contagi nelle isole, che hanno i tassi di occupazione dei reparti Covid ordinari più alti, con la Sicilia al 5% e la Sardegna al 4%. Quest’ultima è l’unica regione con il dato in crescita, di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione.

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