Perché Xiaomi è stata bandita negli Usa e cosa succede adesso

Il governo Trump ha di fatto vietato agli investitori americani di finanziare la società cinese, e Xiaomi ha risposto denunciando l'esecutivo

Il produttore di telefonia mobile Xiaomi ha denunciato il governo statunitense per il gesto di Donald Trump nella sua ultima settimana da presidente. Il tycoon ha infatti inserito la compagnia nella lista nera del Pentagono, vietando investimenti in suo favore da parte dei cittadini Usa. Secondo l’ex Potus, infatti, l’azienda sarebbe sospettata di avere legami con l’esercito cinese.

Il gruppo, che ha superato Apple ed è diventato il terzo produttore di smartphone al mondo, ha denunciato Lloyd Austin, segretario della Difesa, e Janet Yelle, segretario del Tesoro.

Perché e come Xiaomi è stata bandita negli Stati Uniti

Nel 2020 il Pentagono ha iniziato a compilare la lista nera delle compagnie della Cina con presunti rapporti con l’Esercito Popolare di Liberazione dopo che il governo ha fatto pressioni alla Difesa per l’applicazione di una legge del 1999. L’amministrazione Trump ha poi usato l’elenco delle società per una norma che impedisce agli investitori di avere rapporti economici con esse.

Xiaomi bandita negli Usa: cosa potrebbe fare Biden

Il 14 gennaio anche Xiaomi è stata aggiunta all’elenco. La nuova amministrazione Usa non ha ancora fatto sapere se manterrà il divieto. Potrebbe essere pericoloso per Joe Biden remare in direzione contraria a quanto deciso da Donald Trump, considerando che a Capitol Hill entrambi i partiti optano per la linea dura contro il Partito Comunista Cinese.

Sembrerebbe inoltre che il presidente dem non veda di buon occhio la Cina. Antony Blinken, segretario di Stato, ha dichiarato di essere d’accordo con l’amministrazione Trump riguardo il fatto che la Cina sta commettendo un genocidio nella provincia di Xinjiang, con la detenzione di più di un milione di islamici uiguri.

Xiaomi bandita negli Usa: le dichiarazioni dell’azienda

Xiaomi ha dichiarato nella sua denuncia che impedire agli investitori americani di finanziare la società causerà un danno immediato e irreparabile, danneggiando la sua reputazione in tutto il mondo.

La compagnia di Pechino ha evidenziato che il governo Usa non avrebbe fornito alcuna prova riguardo il coinvolgimento del gruppo negli affari militari cinesi.

Xiaomi ha sottolineato di aver sempre agito in conformità alle leggi, alle disposizioni e ai regolamenti dei Paesi in cui opera. Ha ribadito inoltre di fornire prodotti e servizi per uso civile e commerciale, di non essere in alcun modo posseduta, controllata o affiliata all’esercito cinese e continuerà a intraprendere azioni per proteggere gli interessi dei suoi azionisti.

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