Fuga da Mosca, esauriti i voli: cosa sta succedendo

Le parole pronunciate dal capo del Cremlino hanno scatenato il panico tra i cittadini russi: voli presi d’assalto e piattaforme in tilt per le prenotazioni

Sul fronte del conflitto tra Russia e Ucraina, dopo diverse settimane in cui giungevano notizie più o meno omogenee riguardo l’avanzata della resistenza di Kiev e le conseguenti difficoltà del Cremlino nella gestione delle truppe militari, nelle ultime ore invece stiamo assistendo ad una vera e propria raffica di cambiamenti che rischiano di mutate in maniera irreversibile le carte in tavola. Il tutto con notevoli ripercussioni sulla vita di milioni di persone, che da un momento all’altro si ritrovano a dover fare i conti con una realtà del tutto stravolta rispetto a pochi giorni fa.

La prima accelerazione improvvisa l’ha imposta chiaramente Vladimir Putin, che senza alcun preavviso ha annunciato pubblicamente la scelta di indire in tempi strettissimi i referendum popolari nelle aree occupate del Donbass. Stiamo parlando delle regioni di Kherson, Donetsk, Luhansk e Zaporizhzhia: le consultazioni molto probabilmente non avranno alcun connotato democratico, si svolgeranno bypassando totalmente ogni forma di campagna elettorale e porteranno queste zone a proclamarsi come territori appartenenti allo stato russo.

L’annuncio di Putin, la Russia minaccia l’Occidente

Di lì in poi le agenzie di stampa e i portali di tutto il mondo hanno iniziato a battere news senza sosta, registrando una serie infinita di conseguenze a livello diplomatico e non solo. Tra l’indignazione generale di tutti i principali leader politici occidentali (molti dei quali riuniti a Washington per l’Assemblea generale dell’Onu) e la comprensibile reazione rabbiosa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, c’è una notizia che arriva direttamente da Mosca e che sta condizionando le prospettive di milioni di persone.

La causa di tale subbuglio è la mobilitazione generale dei riservisti annunciata da Putin durante il discorso sull’indizione dei referendum di annessione. In sostanza il capo del Cremlino ha voluto avvisare tutti i cittadini ritenuti abili al combattimento che per loro non sarà possibile espatriare perché potrebbero essere chiamati a combattere in caso di necessità. Un’allerta a tenersi pronti per arruolarsi nell’esercito in tempi brevi, cosa che lascia supporre la volontà di intervenire militarmente, qualora ce ne fosse il bisogno, nelle regioni che lo Zar intende portare dentro i confini della Nazione.

Caos a Mosca dopo le parole di Putin sui referendum

Il fatto ha avuto come conseguenza immediata quella di gettare nel baratro tutti coloro che compaiono nelle liste dei riservisti, scatenando la caccia ad un biglietto aereo che permetta loro di fuggire dal Paese per paura di essere arruolati in trincea. Secondo Aviasales, il sito web più popolare in Russia per l’acquisto di voli online, i biglietti per viaggiare verso la Turchia, la Georgia e l’Armenia (le uniche destinazioni che permettono ai russi di entrare senza visto) sono esauriti in pochi minuti. La stessa cosa sta accadendo per i voli verso l’Azerbaigian, il Kazakistan, l’Uzbekistan e il Kirghizistan. Anche i viaggi con scali intermedi non compaiono più nelle ricerche sul web.

Le uniche possibilità ancora presenti stanno raggiungendo dei prezzi esorbitanti, anche in virtù del fatto che moltissime capitali occidentali hanno chiuso da mesi ogni collegamento aereo diretto con Mosca. Un volo standard verso Dubai viene venduto al prezzo di oltre 300 mila rubli, equivalenti a poco meno di 5 mila euro, circa cinque volte il valore del salario mensile medio di un cittadino russo. Anche i viaggi verso Belgrado – unica capitale europea ad aver mantenuto inalterati i rapporti con il Cremlino per la scelta della Serbia di non aderire alle sanzioni – stanno vedendo diminuire ora dopo ora la propria disponibilità, con conseguente crescita esponenziale del costo per l’acquisto.