Chi è Vittorio Colao, il nuovo ministro per la Transizione digitale

Cosa sappiamo del nuovo ministro del Digitale Vittorio Colao: il ritorno del super manager

Invocato da più parti come profilo d’eccellenza del Paese, Vittorio Colao era destinato a ricoprire un ruolo a servizio dell’Italia. Dopo essere stato a capo della maxi task force chiesta da Giuseppe Conte per la redazione del Piano del Recovery Fund, il super manager rientra nei palazzi di governo a capo di un ministero, quello per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale voluto da Mario Draghi.

Cosa sappiamo del nuovo ministro del Digitale Vittorio Colao: l’incarico

Un dicastero innovativo che in un certo senso fa il paio con quello della Transizione ecologica affidato a Roberto Cingolani. Il nome del fisico e del manager sono tra quelli che hanno trovato facile conferma nella lista dei ministri dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, probabilmente tra i primi scritti nell’elenco da Mario Draghi.

L’innovazione tecnologica, è infatti una delle voci di spesa più sostanziose del Recovery Plan, corrispondente a uno dei principali richiesti dall’Unione europea, da soddisfare per accedere ai circa 200 miliardi di fondi del Next Generation Ue.

Chi è Vittorio Colao, il nuovo ministro per la Transizione digitale: la vita

Nato a Brescia nel 1961, da famiglia di origini calabresi, Vittorio Colao è noto soprattutto a livello internazionali per le sue abilità manageriali, per aver trasformato Vodafone in un colosso mondiale del settore della telefonia, a partire da quando entrò in Omnitel Pronto Italia, diventandone nel 1996 direttore generale.

Da giovane Colao ha frequentato la Scuola Alpini ed è stato anche tenente dei Carabinieri.

Dopo la laurea all’Università Bocconi, ottiene il master in Business Administration ad Harvard, e inizia la sua carriera a Londra nella banca d’affari Morgan Stanley, per poi lavorare dieci anni a Milano della società McKinsey & Company.

Con l’acquisizione della Omnitel da parte prima dei tedeschi di Mannesmann, poi di Vodafone, Colao scala posizioni nella compagna, diventando nel 2003 responsabile per l’Europa Meridionale, il Medio Oriente e l’Africa.

Dal 2004 al 2006 l’esperienza come amministratore delegato di Rcs MediaGroup, per poi tornare in Vodafone come vice amministratore delegato a capo della divisione europea.

Nel 2018 la consacrazione come CEO a capo del colosso mondiale di telefonia, dalla quale si congederà poi, ricoprendo il ruolo di consulente di un fondo di private equity, General Atlantic, restando a vivere a Londra con la famiglia.

Il 10 aprile del 2020, l’allora premier Giuseppe Conte lo aveva chaimato alla guida della task-force di 17 esperti che avrebbe dovuto programmare la ricostruzione economica del Paese. Il Piano in sei obiettivi presentato alla Presidenza del Consiglio nel giugno del 2020 non ebbe però seguito. Adesso Cola avrà la possibilità di metterlo a frutto.

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