Galli e varianti Covid all’ospedale Sacco di Milano: come stanno davvero le cose

Le dichiarazioni sulle varianti del coronavirus del professor Massimo Galli, primario del Sacco di Milano, sarebbero state smentite solo in apparenza dai dati pubblicati dallo stesso ospedale

Polemica tra Massimo Galli, primario di infettivologia del Sacco di Milano e docente dell’Università Statale, e il suo stesso ospedale. In seguito alle dichiarazioni dell’esperto riguardo i numeri della pandemia, l’azienda sanitaria ha replicato con un comunicato stampa, a cui hanno fatto seguito ulteriori chiarimenti del medico. Al centro del dibattito, i dati sulle temute varianti del coronavirus nel nosocomio del capoluogo lombardo.

Galli, varianti al Sacco di Milano: le dichiarazioni

Massimo Galli, intervenuto nella trasmissione Mattino 5, aveva dichiarato di “avere il reparto invaso da nuove varianti”, spiegando che il problema sarebbe comune a gran parte degli ospedali italiani e facendo una previsione sul breve periodo, con l’emergenza fuori controllo proprio a causa delle mutazioni del virus.

In seguito aveva poi parlato di “uno su tre” letti Covid occupati da persone contagiate da una variante.

Il medico si era anche detto contrario a nuove riaperture, considerando l’accelerazione dell’andamento dei contagi nel resto dei Paesi europei. “Le varianti ci sono e sono maggiormente contagiose”, aveva spiegato l’esperto, sottolineandone l’infettività.

Riguardo la necessità di un nuovo lockdown, Massimo Galli aveva difeso la proposta di Walter Ricciardi, spiegando che gli scienziati, con le loro dichiarazioni, possono correre il rischio di esagerare, che “è inferiore alla probabilità di avere purtroppo, per l’ennesima volta, ragione”.

Galli, varianti al Sacco di Milano: risponde l’ospedale

L’Asst Fatebenefratelli Sacco ha risposto alle affermazioni di Massimo Galli con un comunicato stampa generico che commenta “alcune notizie apparse sulla stampa” su “reparti pieni di varianti”.

“Le percentuali di varianti identificate, verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione, sono in linea con la media nazionale e inferiori alla media regionale”, si legge nella nota.

Dall’ospedale Sacco è stato dichiarato inoltre che il laboratorio avrebbe finora identificato esclusivamente la variante inglese e che nessun sequenziamento avrebbe invece fatto emergere la presenza della variante brasiliana e delle variante sudafricana del coronavirus. I dati raccolti dal Sacco dal 31 dicembre al 4 febbraio, ben prima della situazione descritta da Galli, riguarderebbero solo 6 pazienti positivi alla variante inglese su 50 casi sottoposti all’esame genetico.

Galli, varianti al Sacco di Milano: risponde l’ospedale

Il professor Massimo Galli ha risposto alla presunta smentita da parte dell’ospedale. “Io non dirò più una parola. Quello che farò è solamente aspettare 15 giorni, poi vedremo chi ha ragione e chi ha torto”.

Via social ha poi spiegato di essere “certo” dei dati in suo possesso, considerando che i 6 pazienti con la variante inglese sarebbero tutti passati per il suo reparto e allegando tre pubblicazioni sul Sars-Cov-2 prodotte dal laboratorio universitario di ricerca che dirige.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Galli e varianti Covid all’ospedale Sacco di Milano: come stanno...