Variante Delta, allerta bimbi: perché si sta pensando al vaccino sopra i 5 anni

Crescono i contagi tra i bambini, Pfizer già pronto a procedere con il vaccino destinato ai minori di età pari o superiore ai 5 anni

Con la ripresa delle attività scolastiche, il ritorno in classe e il numero in crescita dei contagi Covid tra i più piccoli (su scala mondiale), preoccupano gli effetti della variante Delta sui bambini. Per questo motivo, analizzando l’andamento della curva pandemica, BioNTech ha annunciato di essere a lavoro sul lancio del suo vaccino mRNA sviluppato con Pfizer e destinato ai bambini. 

Il CMO di BioNTech, Özlem Türeci, ha dichiarato al settimanale tedesco Der Spiegel che la società presenterà i risultati della sua sperimentazione su bambini di età compresa tra 5 e 11 anni alle autorità di regolamentazione di tutto il mondo “nelle prossime settimane”, mentre le fasi finali della produzione sono già in corso. L’obiettivo è riuscire a distribuire una versione “pediatrica” del vaccino a “basso dosaggio”.

Variante Delta “corre più in fretta tra i bambini”: il monitoraggio australiano

A spostare l’attenzione sui bambini è stato recentemente il rapporto dell’NCIRS – National Centre for Immunisation Research and Surveillance australiano – che ha registrato un’elevata trasmissibilità della variante Delta tra i bambini a seguito dell’apertura delle scuole nel Paese. Questo, dicono i dati del monitoraggio, si è tradotto in un aumento dei contagi cinque volte maggiore rispetto al ceppo originale nel 2020 nelle scuole, nei servizi di educazione e cura della prima infanzia (ECEC) e nelle famiglie.

La direttrice dell’NCIRS, la prof.ssa Kristine Macartney, ha affermato che i risultati sono coerenti con altri report esteri, che mostrano che confermano come la variante Delta sia più trasmissibile tra bambini e giovani.

La notizia positiva è però che i bambini non si ammalano spesso gravemente, la maggior parte non presenta sintomi (o se li ha sono comunque lievi). Solo il 2% che ha richiesto il ricovero in ospedale, afferma il rapporto NCIRS.

La velocità di diffondersi del virus, però, rappresenta oggi l’elemento più preoccupante. Nonostante il rischio minimo di peggioramento nei più piccoli, non bisogna infatti sottovalutare il ruolo che questi potrebbero avere nella linea di trasmissione, tanto da poter essere addirittura causa di nuovi focolai (come è successo in Australia appunto).

Una situazione simile si è verificata anche negli Stati Uniti, dove più di 250 mila bambini sono risultati positivi nell’ultima settimana di agosto (in concomitanza del ritorno in presenza a scuola) e, durante la prima settimana di settembre, circa 2.500 bambini sono stati ricoverati in ospedale dopo essersi ammalati di Covid. Secondo l’American Academy of Pediatrics, è stato il tasso settimanale più alto di nuovi casi pediatrici dall’inizio della pandemia, con un aumento del 10% in sole due settimane e – secondo l’ultimo report CDC – con tassi di ospedalizzazione cinque volte maggiori nei bambini a causa della variante Delta.

Cosa sappiamo sul vaccino Pfizer destinato ai bambini di età superiore ai 5 anni

A fronte nei nuovi dati a disposizione, BioNTech ha fatto sapere proprio recentemente di essere già a lavoro su un dossier normativo per la somministrazione del vaccino Covid Pfizer ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. La società, inoltre, ha aggiunto che si sta già muovendo per portare avanti la sperimentazione nei bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni entro la fine dell’anno.

“Già nelle prossime settimane presenteremo i risultati della nostra sperimentazione su bambini di età compresa tra 5 e 11 anni alle autorità di regolamentazione di tutto il mondo e richiederemo l’approvazione del vaccino per questa fascia di età, anche in Europa”, ha detto il Chief Medical Officer, Oezlem Tuereci.

Anche Moderna ha dichiarato di aver avviato i primi studi in tal senso.

Nel mondo, intanto, in Cina le autorità sanitarie del paese a giugno hanno approvato l’uso di emergenza del vaccino di Sinovac (SVA.O) nei bambini di età superiore ai tre anni, mentre da luglio in Israele i bambini di età pari o superiore ai 5 anni, se appartenenti alla categoria dei cd. soggetti fragili, hanno potuto ottenere l’iniezione Pfizer-BioNTech. E in Italia? È probabile che qualcosa verrà deciso al riguardo quando le autorità europee si esprimeranno sui dati fortini da Pfizer-BioNTech (o da altri concorrenti.

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