Perché in Germania e Francia vogliono bloccare il vaccino Moderna per gli under 30

Germania e Francia potrebbero bloccare la somministrazione del vaccino Moderna per gli under 30

In Germania e Francia le autorità sanitarie hanno deciso di raccomandare la sospensione del vaccino Moderna per gli under 30, consigliando per queste fasce di età la sola somministrazione del vaccino BioNTech-Pfizer. Dopo un’analisi dei rischi, nei due stati – nello stesso momento – si sta quindi valutando un possibile cambio di strategia, che modificherebbe in corsa l’andamento della campagna vaccinale. Ma perché è stata avanzata questa proposta? Quali sono i dati che hanno portato a questa conclusione?

Perché la Germania vuole sospendere il vaccino Moderna per gli under 30

Mercoledì 10 novembre 2021 lo Standing Committee on Vaccination (STIKO) tedesco – ovvero il Comitato permanente per la vaccinazione in Germania – ha raccomandato la somministrazione del solo vaccino BioNTech-Pfizer per le persone di età pari o inferiore ai 30 anni (sia per le vaccinazioni iniziali che per i richiami). La decisione ha fatto seguito ad alcuni studi recenti pubblicati, che hanno riportato un numero inferiore di infiammazioni cardiache registrate nei giovani che hanno ricevuto questo tipo di vaccino anti Covid rispetto a quelli che hanno ricevuto Moderna.

I dati includono i risultati pubblicati dal Paul Ehrlich Institute, l’agenzia governativa responsabile del monitoraggio e della valutazione degli effetti collaterali e delle complicanze del vaccino. Tuttavia, è bene precisarlo, non si tratta di numeri preoccupanti: le persone under 30 non hanno maggiori rischi di problemi cardiaci dopo la vaccinazione con Moderna – ha affermato STIKO –  semplicemente i giovani destinatari dell’iniezione di Pfizer hanno mostrato tassi leggermente inferiori di infiammazione cardiaca rispetto a quelli che hanno ricevuto l’iniezione di Moderna.

Attualmente le nuove linee guida sono in fase di revisione. La raccomandazione, infatti, potrebbe essere rivista e i dati non confermati.

Vaccino Moderna sospeso per gli under 30? Cosa sta succedendo in Francia

Come in Germania, anche in Francia alcuni esperti hanno avanzato una raccomandazione simile, citando uno studio nazionale che comunque riporta dati non allarmanti di infiammazione cardiaca legata al vaccino Moderna.

L’Haute Autorite de Sante (HAS), che – va detto – non ha il potere legale di vietare o concedere in licenza farmaci ma funge da consulente del settore sanitario francese, ha citato rischi “molto rari” legati alla miocardite conseguente ad un eventuale iniezione di Moderna.

“All’interno della popolazione di età inferiore ai 30 anni, questo rischio sembra essere circa cinque volte inferiore con il vaccino Comirnaty di Pfizer rispetto al vaccino Spikevax di Moderna”, hanno affermato i portavoce di HAS in una nota stampa pubblicata lunedì 8 novembre.

Vaccino Moderna, per l’Ema resta ancora il più sicuro

L’Ema, il regolatore dei farmaci dell’Unione europea, ha approvato il vaccino di richiamo di Moderna per tutte le fasce di età sopra i 18 anni, almeno sei mesi dopo la seconda dose.

L’Ente regolatore, all’inizio di quest’anno ha affermato di aver trovato un possibile collegamento tra la rarissima condizione cardiaca infiammatoria e i vaccini Pfizer e Moderna. Tuttavia, sostiene l’Ema, i benefici nel ricevere entrambi i colpi di mRNA continuano a superare i rischi se paragonati ai contagi Covid e alle possibili complicazioni conseguenti alla positività al virus per tra i non vaccinati.

Per le persone di età superiore ai 30 anni, infatti, l’autorità ha raccomandato esplicitamente l’uso del vaccino Moderna, affermando che la sua efficacia si è dimostrata addirittura leggermente superiore agli altri. Le posizioni dell’Ema sono supportati da dati scientifici e studi (verificati e verificabili) che – come già accennato sopra – hanno confermato come i rischi rari di infiammazione cardiaca siano comunque minori se paragonati ai benefici e alla protezione contro il Covid che il vaccino garantisce.

A tal proposito, va sottolineato che l’HAS francese ha affermato che la sua è una “raccomandazione“, che si applicherebbe indipendentemente dall’uso del vaccino come prima, seconda o terza dose di richiamo ma che, tuttavia, rimane in attesa di essere verificata e valida fino a quando non saranno noti ulteriori risultati scientifici in materia.

Vaccino Moderna agli under 30: qual è la situazione in Italia?

Attualmente il piano vaccinale in Italia, elaborato dal Commissario straordinario all’emergenza Covid – Francesco Paolo Figliuolo – in armonia con il Piano strategico nazionale del Ministero della Salute e le direttive AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), prevede la somministrazione del vaccino Spikevax (Moderna) agli adulti e agli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni.

Il vaccino Moderna viene somministrato sotto forma di iniezione intramuscolare nella parte superiore del braccio. È previsto un richiamo ed è raccomandabile che la seconda dose dello stesso vaccino sia somministrata 4 settimane (e comunque non oltre 42 giorni) dopo la prima dose per completare il ciclo di vaccinazione. Inoltre, è molto importante che venga eseguita la seconda somministrazione per ottenere una risposta immunitaria ottimale. Si tratta del secondo vaccino autorizzato da AIFA in Italia (il 7 gennaio 2021), dopo il vaccino Comirnaty-Pfizer. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di Covid-19.

In merito ai rischi, come riportato nella circolare del ministero della Salute del 29 luglio 2021: “Dopo la vaccinazione con Spikevax sono stati segnalati casi molto rari di miocardite (infiammazione del cuore) e pericardite (infiammazione del rivestimento esterno del cuore), verificatisi principalmente nelle due settimane successive alla vaccinazione, più spesso dopo la seconda dose e nei giovani di sesso maschile”.

Vaccino Moderna, gli effetti collaterali più comuni

I casi si infezione al cuore successivi alla vaccinazione Moderna, come abbiamo visto, rimangono ad oggi molto rari. Come tutti i vaccini, tuttavia, può causare effetti collaterali indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Tra i disturbi indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10):

  • gonfiore/dolorabilità sotto le ascelle
  • mal di testa
  • nausea
  • vomito
  • dolore ai muscoli, alle articolazioni e rigidezza
  • dolore o gonfiore in corrispondenza del sito di iniezione
  • sensazione di estrema stanchezza
  • brividi
  • febbre

L’effetto dei vaccini sui contagi, qualche informazione in più sulla pandemia…

Che i vaccini stiano funzionando, oggi, è un dato di fatto. Le stime di efficacia vaccinale dell’ISS (Istituto Superiore Sanità) relative al periodo che va dal 4 aprile (approssimativamente la data in cui la vaccinazione è stata estesa alla popolazione generale) al 27 ottobre 2021, dimostrano infatti che:

  • negli ultimi 30 giorni in Italia si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati in persone non vaccinate
  • l’efficacia vaccinale nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 nelle persone completamente vaccinate è diminuita passando dall’89%, durante la fase epidemica con variante alfa prevalente, al 76% durante la fase epidemica con variante delta prevalente
  • rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire l’ospedalizzazione (92%), il ricovero in terapia intensiva (95%) o il decesso (91%) nella fase epidemica con variante delta prevalente.

Se vi interessa sapere quali sono ad oggi le Regioni con maggiori contagi (e qual è la correlazione tra numero di vaccinati e curva pandemica) qui ve ne abbiamo parlato tenendo conto degli ultimi dati aggiornati.

Qui invece abbiamo riportato i dati relativi alla durata della protezione del vaccino Moderna contro le varianti. Per conoscere infine le ultime decisioni prese su terza dose e rischiami, potete cliccare qui.

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