Vaccino in Italia, il piano di Speranza: dosi, tempi, somministrazione e contratti già in essere

Nel nostro Paese il vaccino Covid sarà gratis per tutti. E non obbligatorio, almeno in un primo tempo

L’epidemia Coronavirus in Italia è in lento miglioramento. Ma non scontato. Per non perdere i vantaggi ottenuti faticosamente fino ad oggi, grazie alle misure restrittive imposte dal Governo, è fondamentale andare avanti su questa strada.

L’Esecutivo ha ormai fatto capire chiaramente che sarà un Natale blindato, con solo qualche timida concessione, ancora da definire.

Buone notizie arrivano intanto dal fronte vaccini. Mentre la Gran Bretagna annuncia l’approvazione, primo Paese a farlo, del vaccino Pfizer/BioNTech, in Italia si definisce nei dettagli il piano vaccinazioni.

Vaccino Covid gratis e non obbligatorio

Nel nostro Paese il vaccino Covid sarà gratis per tutti. E non obbligatorio, almeno in un primo tempo. “Il vaccino verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. Il vaccino è un bene comune e un diritto che va assicurato a tutte le persone. Nessuna diseguaglianza sarà ammissibile”.

A dirlo il ministro della Salute, Roberto Speranza, che in aula al Senato ha illustrato il piano vaccinazioni. “Al momento non è intenzione del governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione. Nel corso della campagna valuteremo il tasso di adesione dei cittadini”.

“Serve il contributo di tutti con comportamenti responsabili per affrontare questa fase di transizione e di resistenza. Sono sacrifici con una scadenza temporale definita che ci porteranno a chiudere questa pagina difficile, dobbiamo compiere ogni sforzo per non far coincidere la campagna di vaccinazione con una nuova fase di grave diffusione del Covid”, dice.

Dosi e copertura

L’obiettivo naturalmente è raggiungere al più presto l’immunità di gregge: per raggiungerla servono 40 milioni di italiani vaccinati. L’auspicio del presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli è di vaccinare almeno il 70% della popolazione.

L’Italia ha opzionato esattamente 202.573.000 dosi di vaccino, una dotazione sufficientemente ampia per vaccinare tutta la popolazione e conservare scorte di sicurezza.

Come già anticipato, è molto probabile che serviranno due dosi per ciascuna vaccinazione, a breve distanza temporale. “Non c’è ancora evidenza scientifica sui tempi di durata dell’immunità prodotta dal vaccino”, precisa Speranza.

I contratti in essere per i vaccini

L’Italia potrebbe contare sulla disponibilità di queste diverse dosi, anche se sono numeri “subordinati a processi autorizzativi che non sono ancora completati”, spiega Speranza. Ecco i contratti in essere ad oggi:

  • contratto con Astrazeneca: 40,38 milioni di dosi
  • contratto con Johnson & Johnson: 26,92 mln
  • contratto con Sanofi: 40,38 mln
  • contratto con Pfizer/Biontech: 26,92 mln
  • contratto con Curevac: 30,285 mln
  • contratto con Moderna: 10,768 mln.

Dove e quando ci vaccineremo

Da settimane ormai si inseguono le date possibili per l’arrivo del vaccino. Quando arriverà davvero e quando partirà la campagna di vaccinazione, “la più grande mai eseguita nel nostro Paese” come ha detto il Governo?

Se tutto va bene, potremo avere 202 milioni di dosi di vaccino a partire dal primo trimestre 2021. E per l’”antidoto” Pfizer spuntano anche delle date possibili: tra il 23 e il 26 gennaio, anticipa il ministro, che secondo i piani del Governo andranno direttamente ai 300 punti di arrivo che sono direttamente gli ospedali.

La distribuzione del vaccino sarà interamente statale, con una gestione centralizzata. Dove ci vaccineremo? Verranno utilizzati grandi spazi pubblichi, come palestre, spazi aperti e fiere.

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