Vaccino Covid, terza dose agli over 65 e 50: quando in Italia?

In America e nel Regno Unito pronti a vaccinare gli over 65 e 50, ma quali sono i piani dell'Italia in merito alla somministrazione della terza dose?

È ufficiale: in America si procederà con la terza dose del vaccino Covid agli over 65, mentre in Inghilterra la fascia di età è stata ulteriormente abbassata fino ai 50 anni. Ma quali sono, al momento, i piani dell’Italia?

Il dibattito sul richiamo si è aperto da quando Pfizer ha affermato che uno studio osservazionale in Israele ha mostrato che una terza dose del vaccino anti Covid – a sei mesi di distanza dalla seconda inoculazione – è in grado di ripristinare la protezione dall’infezione al 95%. I dati sono stati raccolti dal 1° luglio al 30 agosto, quando la variante Delta ha iniziato a diffondersi rapidamente in tutto il mondo, facendo aumentare i casi e la rapidità di diffusione del virus.

Terza dose agli over 65: il piano USA

La somministrazione della terza dose agli over 65 in America è stata confermata venerdì 17 settembre, a seguito di un responso arrivato da parte del comitato consultivo della Food and Drug Administration (FDA), che ha rigettato la proposta di estendere il richiamo a tutta la popolazione (indistintamente e a prescindere dalla fascia di età).

Durante l’incontro, infatti, è stato bocciato il piano che prevedeva la distribuzione della terza dose del vaccino anti Covid a tutti gli americani di età pari o superiore a 16 anni. L’approccio che invece si è scelto di seguire, per quanto riguarda la continuazione della campagna vaccinale, è quello di garantire il richiamo con precedenza a persone più anziane, soggetti a rischio e fragili, dopo di che continuare con la vaccinazione degli over 65.

In questa prima fase avranno la priorità anche i soggetti affetti da diabete, malattie cardiache, obesità e altre cosiddette comorbilità.

Il Governo inglese pronto a somministrare la terza dose agli over 50

Deciso a procedere con la campagna vaccinale è anche il Governo inglese che, martedì 14 settembre 2021, ha annunciato che offrirà una terza dose di vaccino contro il Coronavirus a tutti gli over 50 e alle persone vulnerabili, così da preparare il Paese ad affrontare la pandemia nei mesi invernali (durante i quali potrebbe verificarsi un altro picco dei contagi).

Nello specifico, il Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione, che consiglia il governo, ha raccomandato procedere con il richiamo per:

  • gli over 50;
  • agli operatori sanitari;
  • le persone con condizioni di salute pregresse;
  • e coloro che vivono con persone il cui sistema immunitario è compromesso.

La terza dose, in questo caso, sarà somministrata non prima di sei mesi dopo la seconda dose.

Vaccino Covid e terza dose: come procederà l’Italia?

Sempre in merito alla terza dose, l’Italia pare al momento intenzionata a seguire le direttive AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). A tal proposito, per la Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA una dose booster al fine di mantenere una efficace risposta immune al vaccino dopo il completamento del ciclo vaccinale, deve essere garantita con priorità a:

  • soggetti trapiantati;
  • immunodepressi.

La CTS ritiene che al momento non ci siano sufficienti evidenze per raccomandare in via prioritaria la somministrazione di una terza dose di vaccino nella popolazione generale. Per quanto riguarda invece gli operatori sanitari, sebbene tale considerazione si applichi in linea di principio anche a loro, l’inclusione di tale categoria nella popolazione cui somministrare in via prioritaria la terza dose può essere considerata a seconda del livello di esposizione all’infezione, del rischio individuale di sviluppare forme gravi di Covid e in accordo alla strategia generale della campagna vaccinale.

Infine, negli anziani (over 80) e nei soggetti ricoverati nelle RSA – popolazione di per sé soggetta al maggiore rischio di sviluppare malattia grave e morte – considerato che stiamo assistendo ad una minore risposta immunitaria al ciclo vaccinale e ad una suscettibilità apparentemente maggiore nei confronti della variante delta attualmente prevalente, la somministrazione della terza dose potrebbe essere offerta a scopo precauzionale.

Come dose aggiuntiva dovrebbe essere somministrato uno dei due vaccini a m-RNA autorizzati in Italia (Pfizer o Moderna), dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose.

Una nuova strategia di somministrazione di una dose “booster” di vaccino a m-RNA in favore di ulteriori gruppi sarà eventualmente definita in seguito e tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione dello scenario epidemiologico.

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