Covid, si può bere alcol prima del vaccino? I consigli degli esperti

Gli scienziati hanno risposto ai dubbi sulla possibilità di consumare bevande alcoliche prima e dopo il vaccino anti Covid

Bere alcol può rendere il vaccino anti Covid meno efficace? Lo hanno chiesto i lettori del New York Times, preoccupati per le tante notizie che circolano a riguardo. L’istituzione della stampa americana ha scomodato gli esperti per capire se un bicchiere di troppo può rendere inutile la somministrazione dei sieri contro il coronavirus e in che quantità gli alcolici possono influire sull’immunizzazione e gli effetti collaterali. La risposta, in breve, è “dipende”.

Bere moderatamente non provoca reazioni indesiderate con i farmaci attualmente disponibili, ma un consumo più pesante di alcol può interferire con la risposta dell’organismo al vaccino stesso.

Cosa significa bere moderatamente o abusare di alcol

Un consumo moderato di alcol significa per gli esperti l’ingestione di non più di due bicchieri al giorno per gli uomini e un bicchiere per le donne. Il calcolo di un bicchiere standard corrisponde a circa 150 ml di vino, 350 ml di birra e 40 ml di distillati. Un consumo sopra la soglia, considerato pericoloso per il corpo, corrisponde a oltre la metà delle dosi consigliate.

Chi beve moderatamente ogni giorno non dovrebbe essere spaventato dall’idea di sottoporsi al vaccino. E alcuni studi hanno addirittura confermato che, sul lungo termine, piccole dosi di alcol potrebbero avere effetti positivi per il sistema immunitario, riducendo gli stati infiammatori.

D’altro canto un abuso di alcolici può sopprimere le difese dell’organismo, potenzialmente interferendo con la risposta al vaccino anti Covid, e per questo è consigliato evitare grandi quantitativi di bevande etiliche nelle settimane che fanno seguito all’iniezione del siero.

Come agisce l’alcol sul sistema immunitario e sui vaccini

Diversi centri vaccinali ed esperti in tutto il mondo, come l’ufficiale della Sanità in Russia, consigliano addirittura l’astensione totale nelle due settimane prima della somministrazione del farmaco e per i 42 giorni successivi. Il timore è che un abuso di alcol possa rendere inefficace l’immunizzazione contro il coronavirus, messa a rischio dunque dallo stile di vita.

Nel Paese dell’Est, noto per essere uno degli stati dove si consumano più volumi di alcol, l’avvertimento è stato pesantemente criticato, dando vita a una vera campagna d’odio sui social network.

I test clinici sui vaccini anti Covid attualmente in uso nel mondo non hanno evidenziato particolari criticità, né una possibile incompatibilità tra i sieri e il consumo di alcol. Tuttavia la comunità scientifica sottolinea che un abuso di alcolici può rendere il corpo più esposto a virus e batteri, rallentando la risposta delle cellule immunitarie e i loro spostamenti nei siti di infezione, e spianando la strada a patogeni anche molto pericolosi come il Sars-Cov-2.

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