Vaccino Covid, chi è come può rifiutare la seconda dose (diversa dalla prima)

Il ministero della Salute specifica: possibile rifiutare la seconda dose di vaccino Covid (se diversa dalla prima), ma servirà apposita certificazione

Il ministero della Salute ha specificato che il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca potrà essere somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni. Per tutte quelle al di sotto dei 60 anni di età, che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino, il ciclo deve invece essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Successivamente, però, sul mix di vaccini il ministero si è nuovamente espresso e, con la circolare 18 giugno 2021, ha riconosciuto la possibilità di completare il ciclo vaccinale con una seconda dose di Vaxzevria anche per le persone con meno di 60 anni che dichiarano di voler proseguire nel richiamo con lo stesso vaccino impiegato per la prima dose, dando così la possibilità di rifiutare una seconda dose diversa dalla prima (ma a precise condizioni).

Quando, come e chi può rifiutare la seconda dose del vaccino (se diversa dalla prima)

Sono diverse le persone che, durante la prima fase della campagna vaccinale, hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca pur non rientrando nella categoria degli over 60. Tra questi, per esempio, rientrano alcuni lavoratori del settore scolastico e delle forze dell’ordine, molti dei quali sono in attesa di ricevere la seconda dose.

Secondo quanto evidenziato dal CTS, tuttavia, se tra questi soggetti ci sono persone di età inferiore ai 60 anni, agli stessi è consigliato procedere con il mix di vaccini, acconsentendo di ricevere una seconda dose diversa dalla prima, tenendo conto del principio di massima cautela (rivolto a prevenire l’insorgenza di fenomeni VITT in soggetti a rischio basso di sviluppare patologia COVID-19 grave) e del principio di equità (che richiede di assicurare a tutti i soggetti pari condizioni nel bilanciamento benefici/rischi).

Allo stesso tempo, però, il ministero della Salute riconosce la possibilità agli under 60 di rifiutare il mix di vaccini, ma solo dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzevria e a fronte di documentata e accurata informazione fornita dal medico vaccinatore o dagli operatori del centro vaccinale sui rischi di VITT.

Il rifiuto deve però essere correlato di adeguato consenso informato e certificazione medica, dopo di che può essere somministrata
la seconda dose di AstraZeneca.

AstraZeneca: le nuova indicazioni del ministero della Salute

Le indicazioni aggiornate in merito alla somministrazione del vaccino AstraZeneca sono contenute nella circolare dell’11 giugno pubblicata dal ministero della Salute.

A tal proposito, il documento evidenzia che il vaccino Vaxzevria in Italia verrà somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo), mentre per le persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose.

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