Covid, quanto potrebbe costarci non inviare vaccini ai Paesi più poveri

È importante garantire l'accesso alla campagna vaccinale anche ai Paesi meno ricchi. L'esclusione comporterebbe troppi rischi, sia a livello sociale che economico

Non sarà facile la ripresa economica post Covid, la pandemia ha messo in ginocchio i Paesi di tutto il mondo, corrodendone finanze e risorse. Una situazione difficile, che non trarrebbe sicuramente giovamento da una campagna vaccinale disomogenea, a favore cioè degli Stati più ricchi. È importante infatti garantire l’accesso ai vaccini anche ai territori in via di sviluppo, cui esclusione comporterebbe troppi rischi, sia a livello sociale che economico.

Perché nessuno è fuori pericolo fino a quando i vaccini non saranno garantiti a tutti

I Paesi più poveri hanno meno disponibilità economiche, motivo per cui i loro programmi di vaccinazione sono molto indietro rispetto a quelli dei Paesi avanzati. In alcuni casi sono addirittura appena iniziati.

Per questo ora il mondo si divide in due grandi blocchi: paesi più ricchi che possono sperare in un ritorno alla normalità entro la fine dell’anno e quelli che devono ancora farei i conti con tassi di infezione altissimi e un numero di morti destinato ad aumentare.

Pensare che questa disparità sia però un problema degli “altri” è sbagliato. Come ha sottolineato il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nessuno potrà considerarsi fuori pericolo fino a quando non sarà garantito l’accesso ai vaccini a tutto il mondo. Anche i territori dove i tassi di infezione sono relativamente bassi continueranno a essere in pericolo finché il virus circolerà altrove.

Quanto potrebbe costarci non inviare vaccini ai Paesi più poveri

Una nuova ondata di contagi, in Italia o nel mondo, comporterebbe enorme perdite non solo da un punto di vista di vite umane. Secondo l’ultima stima FMI, l’economia mondiale rischia di perdere 4,5 trilioni di dollari (quasi 4 trilioni di euro) a causa della diffusione delle nuove varianti Covid che, diffondendosi nei paesi poveri in cui i tassi di vaccinazione sono più bassi minacciano – di fatto – la sanità pubblica di tutto il mondo.

Lo abbiamo visto nell’ultimo anno e mezzo di pandemia quanto sia errato credere che un virus diffuso dall’altra parte del mondo non è un nostro problema.

Per questo il Fondo Monetario Internazionale ha invitato i Paesi ricchi a intraprendere azioni urgenti in merito all’estensione della campagna vaccinale laddove i vaccini non sono ancora disponibili su larga scala. L’obiettivo, è stato spiegato, è condividere almeno 1 miliardo di dosi con i Paesi in via di sviluppo, altrimenti si rischiano gravi conseguenze economiche.

Da un punto di vista finanziario, hanno spiegato i funzionari del Fondo, tra gli azionisti potrebbe diffondersi il panico qualora il virus risultasse fuori controllo in diverse aeree del mondo. Questo limiterebbe i prestiti e gli investimenti, riducendo di conseguenza il potenziale di crescita per molti anni.

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