Vaccino Covid e miocardite, i dati non tornano: lo studio ritirato

Uno studio che dimostrava la correlazione tra vaccino Covid e miocardite è stato ritirato a causa di "calcoli errati"

Pre-pubblicato per la prima volta su MedRxiv, sito web che raccoglie tutti gli studi che devono ancora essere sottoposti a revisione paritaria, lo studio che dimostrava la correlazione tra vaccino Covid e miocardite è stato definitivamente ritirato. L’analisi, condotta da ricercatori dell’Università di Ottawa Heart Institute, era stata pubblicata per la prima volta il 16 settembre ed è stata spesso utilizzata dai cd. “no vax” per promuovere l’idea che il vaccino non fosse sicuro, visto che i dati affermavano che 1 persona su mille rischiava di ammalarsi di cuore dopo la vaccinazione.

Tuttavia, come riportato da Reuters, lo studio è stato adesso ritirato a causa di “errori di calcolo“.

Vaccino Covid e miocardite: lo studio ritirato

Nonostante la ricerca dell’Università di Ottawa fosse diventato il cavallo di battaglia per molti gruppi contrari all’obbligo vaccinale, fin da quando è stata resa disponibile per gli utenti è stato subito specificato che si trattava di un “preprint study“, ovvero una versione di un articolo accademico o scientifico che precede la revisione formale tra pari e la pubblicazione in una rivista accademica o scientifica sottoposta a revisione. Tutte le ricerche in campo scientifico, infatti, devono passare attraverso un processo noto come “peer-review“, in cui professionisti ed esperti del campo specifico analizzano il pezzo per garantirne l’accuratezza e per valutare che sia di alto livello accademico.

Questo iter è stato avviato anche per lo studio che associava il rischio di miocardite (1 su mille) al vaccino Covid che, tuttavia, non ha ottenuto l’approvazione.

Vaccino Covid e miocardite: i dati che non tornano

Lo studio aveva calcolato un tasso di incidenza di miocardite nella regione di Ottawa dopo la vaccinazione, dividendo il numero di occorrenze della condizione di infiammazione cardiaca in un periodo di due mesi (giugno e luglio 2021) per il numero totale di vaccinazioni nella zona (segnalato come 32.379 nella prestampa). Ed effettivamente, il tasso di incidenza della miocardite, utilizzando queste cifre, è pari a 10 ogni 10.000 dosi di vaccino.

Il preprint study, però, aveva utilizzato una cifra errata per il numero di dosi somministrate a Ottawa in quel periodo di due mesi, e questo è emerso dalla revisione degli esperti.

Tra la settimana che inizia il 30 maggio e la settimana che inizia il 25 luglio, infatti, sono stati somministrati 845.930 vaccini nella regione di Ottawa, secondo i dati pubblicati da Ottawa Public Health (qui il report), che è di gran lunga superiore al dato utilizzato per calcolare il tasso di incidenza (32.379).

Nessun passo indietro da parte dei “no vax”

Di fatto, quindi, il denominatore (ovvero il totale dei vaccini somministrati in un periodo di due mesi a Ottawa) utilizzato per calcolare il tasso di incidenza della miocardite nello studio prestampato era circa 25 volte inferiore alla cifra corretta.

Lo studio è stato quindi ritirato il 24 settembre e, in una nota stampa, i ricercatori hanno affermato: “La nostra incidenza riportata è apparsa notevolmente gonfiata da un denominatore erroneamente piccolo (cioè il numero di dosi somministrate nel periodo di tempo dello studio). Abbiamo esaminato i dati disponibili su Open Ottawa e scoperto che c’era stata davvero una grande sottostima”.

Nel frattempo, numerose pagine social e blog cd. “no vax” (del loro giro di affari vi avevamo parlato qui), che hanno fatto affidamento spesso su questo studio per sostenere le loro tesi, non hanno pubblicato un aggiornamento, così come non hanno mai menzionato fin dall’inizio che si trattasse di uno studio in prestampa (e non di una pubblicazione scientifica).

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