Vaccino Covid, come funzionano le liste di riserva: le Regioni che hanno già iniziato

Vaccino Covid, le dosi che avanzano non verranno buttate: ogni Regione avrà le proprie liste di riserva

Per evitare di sprecare le dosi del vaccino Covid che ogni giorno avanzano agli hub territoriali, la campagna vaccinale ha autorizzato il ricorso alle cosiddette “liste di riserva”, ovvero elenchi di persone idonee alla vaccinazione che – in caso di rinunce da parte di chi li precede – possono ricevere il trattamento prima dei tempi previsti. Lo aveva annunciato il Commissario straordinario all’emergenza Covid durante un suo intervento alla trasmissione Che tempo che fa, ma senza entrare nel dettaglio su come le autorità avrebbero proceduto in tal senso.

E così le parole di Figliuolo da Fazio, nei giorni a seguire, hanno spinto molte persone a recarsi spontaneamente nei centri di vaccinazione, chiedendo di poter ricevere la loro dose qualora a fine giornata fossero avanzate delle fiale. Per questo motivo, subito dopo il verificarsi di questi eventi, le autorità sono intervenute provando a fare chiarezza: la formazione delle liste di riserva non può avvenire in maniera spontanea o sulla base di autocandidature, ma sarà di competenza delle Regioni.

Vaccino Covid, come funzionano le liste di riserva

Come confermato dallo stesso Ministero della Salute, ogni Regione – per accelerare i tempi di vaccinazione – avrà la possibilità di formare delle liste di riserva, dalle quali attingerà qualora a fine giornata negli hub dovessero avanzare delle dosi del vaccino Covid. Qualora qualcuno quindi decida di non presentarsi o di rifiutare la propria dose, si procederà riservando il trattamento a qualcun altro.

La formazione delle liste, però, non sarà arbitraria ma seguirà dei precisi criteri: prima di tutto non si possono accettare autocandidature e, in secondo luogo, i soggetti inseriti nelle stesse dovranno sempre far parte delle categorie che al momento della chiamata rientrano tra quelle a cui è stata riconosciuta priorità (perché a rischio o maggiormente esposti al contagio).

Al momento, le strategie adottate sono comunque due: in alcuni casi si procede con il cd. “overbooking“, ovvero per ogni giornata di vaccinazioni si prendono il 10/15% di appuntamenti in più – percentuale che in linea di massima corrisponde a quella dei rinunciatari – in modo tale da avere già persone a cui somministrare le fiale che altrimenti andrebbero perse. L’altra ipotesi prevede invece la formazione di liste di riserva con persone da chiamare anche all’ultimo minuto.

Vaccino Covid e liste di riserva: le Regioni che hanno già iniziato

Intanto, mentre il nuovo sistema prende forma, diverse Regioni si sono portate avanti formando già le prime liste di riserva.

In Lombardia, tutti i centri vaccinali hanno creato liste di riserva omogenee. “Non sono previste né ammesse autocandidature”, ha sottolineato la Regione in una nota, né tanto meno code fuori dagli hub territoriali. Le liste infatti verranno formate facendo passare avanti soggetti appartenenti alle categorie che al momento hanno la priorità.

A tal proposito si è attrezzata anche la Regione Toscana, che ha creato un’apposita sezione all’interno del portale dedicato alla campagna vaccinale dove è possibile iscriversi alle liste di riserva. Anche in questo caso, però, l’accesso è riservato alle categorie che al momento hanno la precedenza.

Anche in Emilia Romagna la Regione sta procedendo alla formazione delle liste di riserva, seguendo i criteri della Lombardia e sottolineando che – a differenza di quanto accaduto negli scorsi giorni – non saranno accettate le autocandidature di chi spontaneamente si presenta e fa la fila nei centri vaccinali di zona.

Le altre Regioni, invece, è probabile che annunceranno presto i loro piani al riguardo. Tutte, però, sembrano essere intenzionate a mettere in pratica la strategia delle liste di riserva per non sprecare nemmeno una dose dei vaccini Covid al momento a loro destinati.

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