Vaccino anti Covid, scontro tra AstraZeneca e l’Unione Europa: cosa sappiamo

La Commissione Europea si scaglia contro AstraZeneca per il ridimensionamento della fornitura del vaccino anti Covid ai Paesi Eu

L’Europa chiede spiegazioni ad AstraZeneca, insistendo sul rispetto degli accordi presi tra la Commissione Eu e la casa farmaceutica che produce il vaccino anti Covid scoperto grazie alla collaborazione con la Università di Oxford. Proprio a un passo dal via libera da parte dell’Agenzia europea del farmaco, la cui autorizzazione all’uso della profilassi è prevista entro la fine di gennaio, il ceo dell’azienda ha fatto alcune dichiarazioni che non sono piaciute a Bruxelles.

Vaccino AstraZeneca: priorità agli inglesi e nessun obbligo verso l’Europa

Pascal Soriot ha sottolineato che non ci sarebbe un obbligo di fornitura da parte di AstraZeneca. Il numero di dosi da dare ai Paese membri dell’Unione Europea non sarebbe stato infatti scritto nel contratto, che prevede semplicemente un “best effort” da parte della casa produttrice del vaccino anti Covid. Tradotto significa che AstraZeneca è tenuta semplicemente a fare del suo meglio.

Inoltre ha precisato che la priorità sulle dosi prodotte nel Regno Unito è del governo britannico, e solo dopo il raggiungimento di un numero di vaccinazioni sufficiente si potrà passare alla fornitura al resto dei Paesi. Boris Johnson ha firmato un contratto di fornitura ben tre mesi prima dell’Europa che prevede proprio l’utilizzo degli stabilimenti inglesi per le dosi che arriveranno ai cittadini della Corona. La via preferenziale non si applica invece agli stabilimenti continentali.

Vaccino AstraZeneca: guerra tra l’Unione Europea e la casa farmaceutica

Il taglio nelle consegne e il presunto cambio di rotta sono stati considerati ingiustificati e inaccettabili dalla Commissione, che ha chiesto alla responsabile regionale dell’azienda Iskra Reic di rispettare i patti e rendere pubblico il contratto. Bruxelles ha richiamato gli sviluppatori dei vaccini ai loro “obblighi morali e contrattuali“, spiegando che il massimo sforzo di cui ha parlato il ceo di AstraZeneca non basta per fare fronte all’emergenza sanitaria che ha investito l’Ue.

La responsabile europea alla Salute Stella Kyriakides ha spiegato che la Commissione ha firmato un contratto di preacquisto per la produzione di un determinato numero di dosi prima dell’autorizzazione dell’Ema. Per la rappresentante europea non può esserci una gerarchia nei quattro impianti elencati nell’intesa siglata, considerando che anche quelli britannici rientrano nell’accordo. L’Unione Europea ha già finanziato con 336 milioni di euro di fondi pubblici gli stock prodotti prima del via libera al vaccino anti Covid di AstraZeneca.

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